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milan libro gandolfi presentazione 18

DOMODOSSOLA- 06-10-2018- E' stato presentato stamane presso la libreria Grossi il nuovo libro di Uberto Gandolfi intitolato "Milan l'è un gran Milan- il Vco in Lombardia”, in cui attraverso documentazione anche inedita si dimostra come prima di quello del referendum del prossimo 21 ottobre ci furono in passato altri due tentativi di portare queste terre in Lombardia, entrambe promosse da autorevoli e storici personaggi politici. La prima è stata appena terminata la seconda Guerra mondiale, quando i sindaci dei comuni dell’Ossola votarono un documento in cui “unanimi prospettano l’autonomia amministrativa nell’annessione alla regione lombarda ove convergono gli scambi economici e culturali e da dove direttamente sono collegati per le rapide e naturali vie di comunicazione”. E l'altra sul finire degli anni '60, promossa dal “fondatore” di Verbania, Giuseppe Ceretti, che fu il promotore della fusione di Suna, Intra e Pallanza in Verbania. Grazie al suo carteggio con importanti personaggi novaresi e milanesi si dimostra come moltissimi erano a favore di questo passaggio in Lombardia: “Per la terza volta in poco più di settant'anni è dall'Ossola che partono iniziative importantissime per tutta la Nazione- scrive Gandolfi nella prefazione- nel '44 la Repubblica partigiana con quella sua giunta che tentò di comportarsi come se dovesse durare per sempre, che sapendo di avere gli occhi del mondo puntati su di se agì in maniera illuminata, cercando di indicare come si voleva che diventasse l'Italia una volta liberata, istanze poi trasportate nella Costituzione italiana. La seconda (che ci porta alla possibilità odierna di votare in un referendum per cambiare Regione) è stata nel 1977, quando venne fondata l'Uopa, l'Unione Ossolana per l'Autonomia, movimento che sosteneva il federalismo, ispirando Umberto Bossi che ammise che “Se non ci fosse stata l'Uopa non ci sarebbe stata neanche la lega Nord. L'Uopa è stato il primo di quei gradini che hanno portato alla creazione della Lega”. La terza volta è quella del referendum del prossimo 21 ottobre 2018. Ed è legata alle due precedenti. Se nella Costituzione, ispirata dai valori della Repubblica partigiana dell'Ossola, è presente la possibilità di indire referendum, è solo con la modifica del titolo quinto della costituzione del 2001 che si riconoscono davvero le autonomie locali “quali enti esponenziali preesistenti alla formazione della Repubblica” e che è diventato possibile fare questo passaggio di Regione e con queste modalità. E questa modifica ha radici lontane, nel federalismo professato dall'Uopa e trasmesso a Bossi, che ne ha fatto una battaglia della Lega Nord poi mutuata da tutti i partiti, che l'hanno poi declinato in vari modi, portando però, infine, ad una modifica costituzionale”. Gandolfi poi spiega: “Non bisogna essere degli indovini per immaginare che se non passa questo referendum ci rivedremo tra cinque anni...e poi tra dieci, o quindici...(la legge prevede una pausa quinquennale per la riproposizione) con nuove consultazioni. L’unica maniera che il Piemonte ha di impedire il passaggio del Vco in Lombardia è quello di dare quanto spetta a questa terra, altrimenti, prima o poi, adesso o tra cinque anni, il Vco tornerà nella sua collocazione naturale. E magari, anzi certamente, chi adesso si è astenuto o no nschierato sarà forse in prima la alla prossima occasione... Le spinte verso il ritorno in Lombardia ci sono sempre state, come dimostra la storia, adesso però le condizioni sono davvero cambiate, è nato il Vco, mentre prima c’era l’unica e grande Provincia di Novara, ora il Piemonte non è più a attrattivo, anzi è in forte crisi economica, è in decadenza continua, e continuerà ad esserlo nei prossimi anni, quando qui continueranno i problemi per la sanità, le strade, le scuole, i disagi della vita in montagna, la quasi impossibilità di avere rappresentanti in consiglio regionale, ecc ecc... C’è anche un grande motivo di ottimismo in più rispetto al passato, l’avvenuta concessione della specificità montana, ed un prezioso strumento in più, il referendum, cui accedere così agevolmente rispetto al passato. E chissà che, se non sarà l’intero Vco, non siano solo i comuni ossolani e cannobini in futuro, a chiedere il ritorno in Lombardia... Credo che il Piemonte non abbia scampo, se non sarà il 21 ottobre, sarà la prossima volta, comunque, se non verranno concesse le prerogative che ci spettano, è solo questione di tempo!”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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