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VCO- 25-10-2018- La Corte costituzionale con un comunicato stampa del 24 ottobre 2018 ha rinviato al 24 settembre 2019 la trattazione del giudizio di legittimità costituzionale sul caso di Marco Cappato affidando al Parlamento il compito di una nuova legge. Abbiamo chiesto al Giudice Carlo Crapanzano, che ha trattato in tante conferenze pubbliche questo argomento, un'opinione al riguardo.

Secondo la nuova legge 219 del 2017, in vigore dal 31 gennaio del 2018, una persona può decidere se e quando morire. Cosa è successo alla Corte costituzionale?

Dal 31 gennaio 2018 è in vigore la legge che permette ad ogni cittadino di decidere, mentre ancora sta bene o quando in effetti sta male, se staccare o meno le macchine che lo tengono in vita. Tali dichiarazioni si chiamano DAT, cioè Disposizioni Anticipate di Trattamento. Il caso arrivato alla Corte costituzionale è un po' diverso.

Quindi la Corte costituzionale non doveva decidere sul caso delle DAT?

E' necessaria una breve sintesi storica. Quando ancora la legge sulle DAT non era stata approvata, Marco Cappato, che era il presidente dell'associazione "Luca Coscioni" di Roma, su richiesta specifica di Dj Fabo (un ragazzo costretto a una vita vegetale dopo un incidente), lo accompagnò in Svizzera perché aveva deciso di morire.

Perché in Svizzera?

Lo portò in Svizzera perché in quello Stato è ammesso il suicidio assistito che invece è assolutamente vietato in Italia anche dopo la Legge 219.

Marco Cappato fu denunciato?

Sì, Cappato fu denunciato secondo un articolo del nostro codice penale, il 580, secondo il quale è punito con la reclusione da 5 a 12 anni chiunque determina la convinzione di qualcuno a suicidarsi o comunque ne agevola l'esecuzione. La Corte di Assise di Milano, nella considerazione che Cappato si era semplicemente limitato a trasportare in macchina DJ Fabo dall'Italia alla Svizzera e non aveva assolutamente né determinato né agevolato il suicidio in alcun modo, ha rimesso la questione alla Corte costituzionale ritenendo che il semplice trasporto dall'Italia alla Svizzera non fosse sufficiente a ritenerlo una agevolazione al suicidio.

Ma la Corte costituzionale oggi ha rinviato a settembre 2019 invitando il Parlamento a riempire questo vuoto normativo. Cosa ne pensa?

Ritengo che oggi alla Corte costituzionale sia mancato un pizzico di coraggio con una decisione senza precedenti. Il mio umile parere è che l'art. 580 codice penale sia incostituzionale proprio nella parte in cui non prevede che non qualunque azione possa agevolare il suicidio di una persona (come nel caso di Cappato), ma bisogna valutare concretamente se l'azione di chi agevola abbia contribuito in maniera determinante o meno al suicidio poi avvenuto. Rimettendo al Parlamento la richiesta di una ipotetica legge (che debba prevedere cosa, non capisco) la Corte ha delegato ad altro organo dello Stato una questione che oggi poteva, a mio modesto parere, risolvere senza troppe sorprese.

Se il Parlamento entro il 24 settembre 2019 non facesse alcuna legge sul suicidio assistito o non modificasse l'art. 580 codice penale, cosa succederebbe?

Beh è un bel problema perché la Corte dovrà comunque riunirsi per quella data e, per non contraddire sé stessa, dovrà nuovamente rinviare al Parlamento. E così in un circolo infinito finché il Parlamento non deciderà di approvare una nuova legge (cosa che in teoria potrebbe non fare mai).

E nel frattempo Cappato che fa?

Cappato dovrà aspettare che il Parlamento o la Corte costituzionale decidano sull'art. 580 codice penale. Come vede, purtroppo, e mi permetta la battuta, a volte il vero suicidio assistito è quello del diritto verso sé stesso...

 

 

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