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Enrica Borghi Ritratto 2010 courtesy of Roberto Toja

NOVARA - 25-10-2018 - Dall’11 novembre 2018 al 3 febbraio 2019

le sale restaurate del Castello Visconteo Sforzesco di Novara ospitano una grande mostra dedicata a Enrica Borghi, a cura di Lorella Giudici.
L’esposizione dell'artista nativa di Macugnaga è una sorprendente antologica che riunisce opere importanti, grandi installazioni e lavori inediti. L’ambizione è quella di offrire uno sguardo d’insieme sul lavoro artistico di Enrica Borghi e seguirlo per quasi trent’anni. È la prima volta che il Castello di Novara dedica una mostra personale non solo a un’artista donna, ma a un’artista donna vivente.
Personaggio caleidoscopico, Enrica Borghi ha creato e continua a creare un universo eterogeneo che si anima e prende vita da materiali che la nostra società rifiuta e scarta. Un gesto creativo che ridà nuova vita, bellezza e forma a oggetti destinati alla discarica e all’oblio. Con la sua ricerca artistica in continuo movimento ed espansione, Enrica Borghi si colloca tra le personalità più interessanti ed eclettiche dell’arte contemporanea, in grado di cristallizzare in bellezza l’anima del nostro vivere quotidiano, indagando i temi del ri-uso, dell’ambiente, del territorio e della femminilità. Così l’artista: “Voglio raccontare la seduzione dei rifiuti, la possibilità alchemica della trasformazione”. Novara ha un particolare legame affettivo con la Borghi che, una volta terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera, si trasferisce nella città piemontese. Il piccolo monolocale in affitto è ribattezzato “il mio laboratorio alchemico”. Enrica comincia ad accumulare contenitori per detersivi, variopinte bottiglie di plastica, confezioni e involucri alimentari: quei rifiuti sono per l’artista un’inesauribile miniera di materia e di idee.
Le opere in mostra partono dagli anni Novanta e arrivano a quelli più recenti. Da arazzi orditi con strisce ricavate da buste di plastica ad agglomerati di cotton fioc, bottoncini metallici, unghie posticce, strofinacci e pagliette metalliche che rivestono Veneri e busti. Enormi abiti di bottiglie di plastica, gioielli plasmati a regola d’arte, mosaici di fondi di bottiglia, muri di sfere luminose di alluminio, meduse con lunghi tentacoli, fluttuanti nebulose. Ma anche fotografie di grande formato e pezzi unici dove l’elemento luminoso gioca tra i riflessi scintillanti delle superfici plastiche.
Il vernissage è in programma sabato 10 novembre alle ore 17. Seguirà la performance Parade. Recycling Warriors Objects alle ore 18: maschere, corazze e armature, indumenti-scultura in bilico tra seduzione e fantastico.

Durante il periodo dell'esposizione sono previste due giornate di workshop con l’artista aperte al pubblico e incentrate sulla trasformazione e il riuso di materiali di scarto, in particolare delle bottiglie di plastica.
Enrica Borghi nasce a Macugnaga, oggi vive e lavora sulle colline del Lago d’Orta. Si diploma in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, nel 1989. Insegna Materie Plastiche presso il Liceo Artistico F. Casorati di Romagnano. È Fondatrice e Presidente dell’Associazione Culturale Asilo Bianco. Tra le numerose personali ha esposto al Castello di Rivoli, alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, al MAMAC di Nizza, al Musée des Beaux- Arts di Bordeaux e all’Estorick Collection di Londra.

Venere plastica unghie finte strofinaccio cm 40x50x160 2017 courtesy of Pier Maulini 2

 

 

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