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VCO -31-01-2019- Richiesta dal presidente della Provincia Arturo Lincio, e dai sindaci di Baceno, Crodo, Trasquera e Varzo, si è svolta oggi presso la V° Commissione Ambiente del Consiglio Regionale l'audizione in merito all'Accordo Territoriale "Avvicinare le montagne" riguardante la razionalizzazione e l'integrazione del sistema delle Valli Divedro e Antigorio. Si parla del piano strategico già approvato dai consigli dei Comuni interessati e dalla stessa Provincia, che nei prossimi dieci anni si prefigge di portare ad uno sviluppo turistico delle valli Antigorio e Divedro attraverso una serie d'investimenti pubblici e privati (quantificati in 170milioni di euro complessivi) sia di adeguamento di infrastrutture esistenti sia di nuove realizzazioni tra strade, sentieri e piste, collegamenti a fune, recupero di rifugi come anche dell’albergo Cervandone a Baceno. Con la forma di un protocollo d'intesa coi Comuni nel marzo del 2017 San Domenico Ski è proposta come soggetto attuatore privato.
   
Lincio e i sindaci questa mattina, hanno portato in Commissione le ragioni di un piano che negli obiettivi va a tutelare e valorizzare il patrimonio ambientale dei luoghi, ma che pure vede il manifestarsi di perplessità nei timori di un impoverimento delle risorsa naturalistica. Ci troviamo, infatti, ai margini del parco naturale Veglia Devero, che assicurano gli amministratori, non sarà toccato dal piano.
Dunque non ci saranno colate di asfalto. Infatti, sottolineando che si parla della "pianificazione di una rete di mobilità sostenibile, non stradale ma con modalità più compatibili con le risorse ambientali, che possa mettere in rete e valorizzare sinergicamente gli interventi programmati e le peculiarità caratteristiche di ciascun territorio comunale".
Ciò che ci si aspetta è "una reale ricaduta economica nei territori" dove come riferisce la nota tecnica, "si stimano più di 400 potenziali posti di lavoro diretti e più di 1'000 posti di lavoro indiretti su un complessivo di poco più di 4700 abitanti tra tutti i 4 comuni coinvolti".

Evidenziata anche la problematica dell’assetto idrogeologico "fatta di frane, valanghe e corsi d’acqua vede inoltre la assoluta esigenza della manutenzione e presidio del territorio, e di conseguenza la necessità di arginarne lo spopolamento, realizzando una mobilità adeguata e soprattutto sicura.
Altrettanto dicasi per sostenere il mantenimento delle attività produttive, economiche, turistiche e agricole esistenti, compatibili con l’ambiente che si intendono promuovere affinchè i giovani non fuggano in massa".
Non rendendo competitivo il territorio, dicono i proponenti: "Si contrasta l’insediamento di attività, si rinuncia alla crescita economica, alla occupazione, allo sviluppo sociale e di conseguenza si rinuncia anche a una migliore tutela dell’ambiente.
Questo va ribadito con forza di fronte alla superbia intellettuale di chi, anche estraneo al territorio, in nome di varie filosofie di vita, tende ad allontanare dalla montagna coloro i quali ci vivono, espropriandoli pian piano dei loro diritti costituzionali, per creare apposite forme organizzative che gravano, senza prospettive di ritorno, sui bilanci pubblici".
Non è visitando il territorio da turisti di un giorno in una bella giornata estiva che "si può capirne la realtà e si può restare del tutto indifferenti alle reali problematiche di chi quel territorio lo vive anche gli altri 364 giorni all’anno, con ben altre situazioni non solo meteorologiche ma anche occupazionali -, si legge nella nota firmata dal presidente Lincio. - Proprio per questo le decisioni di sviluppo devono avere come interlocutore prioritario le Amministrazioni locali, ben consapevoli di come la conservazione sia legata alla manutenzione e al presidio del territorio, mentre rincorrendo le teorie di abbandono seguono il dissesto, la regressione, l’inselvatichimento".
Massima trasparenza e la massima possibilità di confronto, la promessa degli amministratori che riconoscono come "nei prossimi passi procedurali la proposta progettuale potrà essere migliorata, approfondita e modificata recependo tutte le istanze degli organi istituzionali e del territorio in tutte le sue espressioni.
L’Accordo Territoriale rappresenta una intesa istituzionale importante per le nostre valli, per l’intera Provincia e per le nuove generazioni. Perché bloccarlo? Quali sono le alternative?"

Arrivano con la nota della Provincia, anche le prime reazioni politiche. Massimo Ficara (MNS) scrive: "Crediamo fermamente nella riqualificazione del territorio, uno sviluppo serio può favorire il miglioramento della qualità insediativa e lavorativa, la montagna deve vivere e dare da vivere tutto l'anno. Con il progetto pensato dalla San Domenico Ski le misure di promozione potranno produrre dei risultati soltanto se tutti gli attori di ciascun livello collaborano strettamente".

A che punto si è?
La fase di specificazione di VAS (Valutazione ambientale strategica), raccolti tutti i contributi degli Enti competenti e il parere conclusivo dell’Organo Tecnico Provinciale, si è conclusa il 3 dicembre 2018.
Ad oggi, il gruppo professionale incaricato per la redazione del progetto insieme agli uffici ed alle Amministrazioni proponenti, sta avviando la fase di esame dei pareri e dei contributi pervenuti al fine di recepire le richieste di integrazione e di approfondimento e predisporre una nuova versione aggiornata e modificata del progetto in recepimento dei pareri pervenuti della proposta di Accordo Territoriale unitamente alla redazione del Rapporto Ambientale richiesto dalla procedura di valutazione di VAS.

 

 

 

 

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