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DOMODOSSOLA - 30-05-2019 - La Polizia locale di Domodossola ha sanzionato giustamente con 12mila euro un esercente del centro che aveva trasgredito al regolamento contro il gioco d'azzardo. Lo ha sentenziato il Giudice di Pace presso il Tribunale di Verbania nei mesi scorsi, ma la sentenza è stata notificata solo questa mattina. Siamo al 19 gennaio del  2018 e gli agenti, nell’ambito dei controlli sul rispetto della normativa per la prevenzione ed il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo patologico, sanzionano un bar del centro storico perché vi sono stati rinvenuti otto apparecchi per il gioco. Di questi sei sono accesi ed in funzione, tutti collocati a distanza abbondantemente inferiore a quella minima, prevista dalla normativa regionale, dai luoghi sensibili (nel caso specifico uno sportello bancomat e una scuola).

Contro il verbale l'esercente propone quindi ricorso amministrativo, ma se vede respingere dal dirigente dell’Area Attività Produttive del Comune, che conferma la piena legittimità dell’accertamento di violazione della Polizia Locale. Pertanto il trasgressore deve pagare la sanzione (determinata nel minimo) di dodicimila euro, corrispondente a duemila euro per ognuno dei sei apparecchi trovati in funzione durante il sopralluogo.
A questo punto il destinatario dell’ordinanza ingiunzione presenta opposizione presso il Giudice di Pace di Verbania il quale il 12 novembre 2018 riconferma la piena legittimità dell’operato della Polizia Locale di Domodossola, da sempre in prima fila nello svolgimento degli accertamenti in questa materia.

Come fanno notare al comando della Polizia locale domese: "La sentenza del Giudice di Pace – che fa stato solo tra le parti coinvolte nel procedimento sanzionatorio – introduce tuttavia un’interpretazione profondamente innovativa della legislazione regionale, che potrebbe avere una portata ben più ampia; argomenta infatti il Giudice che : 'In ogni caso la norma [art.5 comma 1° L.R.9-2016 della Regione Piemonte n.d.r.] parla di collocazione di apparecchi, quindi anche a prescindere dal concreto utilizzo, che pure è stato riscontrato, il ricorrente sarebbe stato soggetto a sanzione anche ove tutti fossero spenti; la ratio della normativa appare infatti volta ad evitare il pericolo di esercizio e sviluppo del gioco d’azzardo. Per tutti questi motivi il ricorso deve essere rigettato e l’ordinanza ingiunzione confermata' […]”.

 

 

 

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