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 b Stefano Costa conferenza di chiusura 26 luglio 2016

DOMODOSSOLA- 26-07-2016- Si è svolta martedì presso il Collegio Mellerio Rosmini

di Domodossola la conferenza che chiude il progetto di "Filiera eco-alimentare: valorizzazione delle carni di selvaggina, la gestione di prodotto sostenibile come strumento di stimolo al miglioramento ambientale dei territori alpini”.

Il progetto ha preso avvio a inizio febbraio 2015, avendo come capofila l'Associazione Ars.Uni.Vco e come partner l’Università di Milano nei dipartimenti Vespa di Scienze veterinarie per la salute, la produzione animale e la sicurezza alimentare e Dimevet di Medicina veterinaria, il centro interdipartimentale per la gestione sostenibile e la difesa della montagna Gesdimont e l’Unione Montana Alta Ossola.

Con la collaborazione di Provincia del Verbano Cusio Ossola, Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, Asl VCO, Comprensori Alpini di Caccia VCO1 Verbano-Cusio, VCO2 Ossola Nord e VCO3 Ossola Sud, Confcommercio Alto Piemonte e Associazione Parkè, il progetto è iniziato lo scorso anno con i migliori auspici e si conclude a fine luglio con grande soddisfazione da parte di tutti gli attori coinvolti.

L'incontro di questa mattina, alla presenza di un nutrito pubblico di interessati, molti dei quali collegati a distanza da varie parti d’Italia, è stato l'occasione per condividere i risultati di questi ultimi 18 mesi di lavoro; i partner di progetto, infatti, hanno illustrato dati ed indicazioni sul processo di filiera dal punto di vista tecnico, igienico-sanitario ed economico.

Si è trattato infatti del primo progetto in Italia nato per costituire una vera e propria filiera garantita per le carni di selvaggina con un marchio di qualità certificato legato al territorio di appartenenza e proprio tale innovazione ha determinato un costante e crescente interesse soprattutto da parte degli operatori del settore.

Il progetto è stato finanziato con il determinante contributo di Fondazione Cariplo, il cui commissario Francesca Zanetta ha sempre sottolineato l'importanza di verificare la sussistenza di questa filiera così da favorire una fattiva collaborazione tra partner, stakeholder e cittadinanza per lo sviluppo del sistema di resilienza del territorio locale.

Il processo produttivo è infatti innovativo nella parte in cui intende portare avanti un approccio sostenibile nei confronti della “bio-risorsa fauna” attraverso una filiera partecipata che accresca la resilienza delle comunità rispetto ai fattori di rischio di rilevanza ambientale che possono compromettere le risorse naturali.

Partendo dal territorio circoscritto dell’Ossola la visione a lungo termine è quella di diffondere l’eccellenza locale anche nel resto d’Italia.

Intanto i partner di progetto hanno già fatto un passo in avanti, presentando la “seconda fase” progettuale in attesa di approvazione da Fondazione Cariplo.

“Processi di Filiera Eco-alimentare - La gestione di prodotto sostenibile per lo sviluppo dei territori alpini” andrebbe nella direzione di valorizzare i risultati ottenuti dall’attuale fase di progettazione attraverso la creazione di un consorzio locale tra cacciatori, gestori della fauna, macellai e ristoratori che certifichi l’intero processo di filiera.

Espressioni di vivo interesse e di favore per le attività compiute sono pervenute dai rappresentanti delle istituzioni intervenute: Enrico Borghi, Stefano Costa, Bruno Stefanetti, Angelo Tandurella.

A breve saranno disponibili le slide degli interventi, mentre per il mese di ottobre è prevista una pubblicazione (e-book) che vedrà riassunti tutte le attività, gli studi e le ricerche compiute.

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