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b presentazione libro mazzi pasquali

DOMODOSSOLA- 05-11-2016- Una serata per ricordare, a dieci anni dalla scomparsa,

il giornalista e coeditore dell'Eco Risveglio, Cesare Melchiorri, la storica firma "Melce" , si è tenuta  venerdì 4 novembre presso la biblioteca Contini di Domodossola. Nell'incontro, in un clima di festa e amicizia, alla presenza del presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Piemonte Alberto Sinigaglia, lo scrittore, ed ex socio di Melce, Benito Mazzi, ha ricordato con emozione il collega dell'Eco Risveglio con il quale aveva collaborato per quasi trent'anni. La serata, coordinata dall'attuale direttore di Eco Risveglio, Andrea Dallapina,  è stata l'occasione per presentare una pubblicazione edita dallo storico giornale ossolano, intitolata "Melce una vita per il giornalismo" che ripercorre la sessantennale attività  del Melchiorri  nel mondo dell'informazione, attraverso i ricordi raccolti  da Benito Mazzi, il quale ha delineato al numeroso pubblico presente in sala,  la figura di Cesare Melchiorri, ricordandone la chiarezza espositiva, la grande capacità di scrittura e la sua estraneità alle beghe politiche. " Non si sta trent'anni insieme se non c'è una profonda stima e amicizia. Con Melce e Reami, condividevamo la stessa  concezione del giornalismo: per noi  il giornale doveva essere al servizio del territorio" racconta Benito Mazzi. "Cerchiamo di continuare nel solco lasciato da Melce", aggiunge Dallapina, il quale ha ribadito come il giornale da lui diretto continui a mantenere un'importante caratteristica: l'ossolanità. Hanno ricordato la figura di Melce, oltre al figlio Gilberto, anche altri colleghi.  Si sono avvicendati negli interventi Maurizio De Paoli, Adriano Velli, Giovanni Zizzi, Gianfranco Croppi, Giuseppe Possa. L'attuale situazione dell'informazione locale è stata poi descritta da Alberto Sinigaglia, quarantasei anni nella Stampa: " La provincia è quella che tiene in piedi il paese. Grande attenzione deve essere dedicata quindi alla provincia. Il giornalismo oggi  sta attraversando una crisi epocale,  siamo in una nube nella quale non vediamo l'uscita. Quindi la rotta sicura è la passione, la  moralità, in una parola la professionalità, non il dilettantismo. La situazione drammatica che vive il giornalismo in Italia vede gli esempi peggiori. Nella nostra penisola tra i giornalisti impiegati molti sono alla fame, su 110.000 iscritti all'Ordine, una enorme percentuale di iscritti, il 70%, non arriva a 5.000 euro l'anno.  Dobbiamo cercare di fare un giornalismo onesto:  è l'orgoglio della responsabilità del nostro mestiere."

 

LIBRO MAZZI melce

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