1

App Store Play Store Huawei Store

Schermata 2021 04 27 alle 18.39.42

DOMODOSSOLA-27-04-2021--  "Tutti colpevoli" in un comunicato stampa critica le recenti celebrazioni domesi della Festa della Liberazione:

"Il 25 aprile è una delle date che più rappresentano i nostri valori. Un simbolo così radicato nella nostra anima e così presente nei nostri giorni. Una giornata, il 25 aprile, che ci vede presenti nelle piazze o al cospetto di un monumento, per ascoltare i canti di un vento vivo nell'eternità. Ogni anno in questa giornata in cui sbocciano gli ultimi fiori ancora sopiti dall'inverno, sbocciano anche quelle voci che dormono cullate dai miti del regime.

È la giornata in cui alcuni, purtroppo non così pochi, si sentono in diritto di offendere e dimenticare chi ha scelto di dare la vita per la libertà, fomentati da quell'insopportabile e moralmente criminale spinta al revisionismo storico. Ieri mattina eravamo presenti in piazza Matteotti a Domodossola, per la commemorazione della festa della liberazione. A far nascere il nostro disappunto sono state tre figure politiche locali che hanno preso parola, pensando bene di dirottare la memoria su tematiche che nulla hanno a che vedere con il 25 aprile, se non addirittura antitetiche.

Si è parlato di covid, facendo un inconcepibile parallelo tra la resistenza partigiana e la "resistenza" alla pandemia. Paragone inconcepibile ed inaccettabile, sì perché il nazifascismo nacque dagli istinti più disumani, come reazione ad un periodo storico, inserito in un meccanismo scientificamente riconoscibile e tangibile, che ha portato all'annichilimento di qualsiasi libertà. È stata altresì paragonata l'esperienza della Repubblica dell'Ossola con l'Uopa (unione ossolana per l'autonomia), movimento di stampo reazionario benedetto dai leghisti di Bossi.

È un’imbarazzante tendenza quella del modificare la storia, quella del non riconoscere la sua scientificità, quella di non interrogarla partendo da assiomi come "tanto la storia la scrivono i vincitori". È altresì imbarazzante ripetere questi assiomi come un mantra, per redimerci dal peccato di non sforzarci a capire e per giustificare qualsiasi amenità, a cui siamo disposti a credere.

È per questo che ci fa rabbrividire il post, che la pagina della Regione Piemonte, ha condiviso ieri su Facebook. Una fotografia che ritrae una bambina che bacia un soldato americano e come sfondo una bandiera statunitense. Post correlato da una didascalia che è un elogio melodrammatico agli alleati. Ora lungi da noi non riconoscere l'impegno delle truppe anglo-americane nel meridione, riteniamo comunque inaccettabile che la Regione abbia postato poco o niente sui partigiani. Il Piemonte liberato dalle milizie del CLN che dimentica la resistenza.

A tal punto sorge spontaneo chiedersi se questa dimenticanza sia un atto volontario per rinnegare qualcosa di scomodo per una classe dirigente che tutto sommato fa l'occhiolino a quel regime nero e preferisce spostare l'attenzione da un'altra parte, abbracciando una bandiera che è sempre stata affine ai valori del fascio littorio e l'ha combattuto solo perché la sua presenza era diventata ormai insostenibile".

 

 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.