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DOMODOSSOLA- 27-04-2021-- Carlo Valentini, ex presidente del consiglio comunale,  in apertura del consiglio di questa sera a Domodossola ha annunciato le sue dimissioni dalla Lega, partito in cui ha militato per quasi 30 anni, e dal consiglio comunale, dove era entrato dopo essere stato il più votato nella precedente elezione per il Carroccio: "Quasi trent’anni di militanza e poi un giorno ti accorgi che tutto è cambiato, gli obiettivi sono cambiati, i compagni di viaggio sono cambiati e sicuramente anch'io sono cambiato.

Ho vissuto in camicia verde la catena umana sul Po, il cerchio magico, la notte delle scope fino alla rimborsopoli regionale.  Ho vissuto di pane e Lega da semplice militante a segretario cittadino domese, segretario di circoscrizione Ossola, Vice segretario provinciale VCO, mai particolarmente apprezzato dall’attuale classe dirigente.

Quando ancora nelle sezioni si votava ho sempre centrato l’obiettivo elettorale per la mia presenza costante e la mia disponibilità per tutti e per ogni necessità.  Ora non condivido la linea politica degli attuali “dirigenti” che dovranno gestire la prossima campagna elettorale amministrativa cittadina.

Credo che l’appoggio alla ricandidatura dell’attuale primo cittadino avrebbe dovuta essere discussa e condivisa dopo un confronto con tutti i MILITANTI e sottolineo MILITANTI.

Non c’è stato nessun confronto, si va all’appoggio incondizionato per quieto vivere, per non voler ribadire che la Lega deve contare di più: il sostegno al Sindaco uscente è un errore politico se si considera che la Lega è la prima forza politica nazionale. Non condivido questa scelta e non ne ho mai fatto mistero.

Non ho condiviso il modo di governare del Sindaco uscente: dopo un inizio di mandato fatto di condivisione, si è passati a un decisionismo solitario, un’amministrazione egocentrica che non tiene conto della presenza e del sostegno degli altri.

Ma si vuole davvero bissare l’esperienza? Ma si vuole davvero lasciar mano libera rinunciando a contare qualcosa?

La Lega deve per forza appiattirsi dentro un’amministrazione dove conterà poco o nulla?

Ho tentato a più riprese di portare il gruppo dirigente a riconsiderare la linea ma è evidente a tutti che la decisione è stata presa.

In considerazione delle divergenze inconciliabili con questi "dirigenti" e con questa linea politica di rinuncia e appiattimento, ho deciso di lasciare il partito e, per correttezza e coerenza, anche il posto di consigliere comunale.

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