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GRAVELLONA - 30-04-2021 - Il presidente della Rappresentanza dei Sindaci dell'ASL VCO, Giovanni Morandi, interviene nel dibattito apertosi dopo l'incontro di ieri tra la Regione e i sindaci del VCO per il riassetto sanitario. Se i commenti delle forze politiche danno per scontato il piano che era stato anticipato nelle settimane scorse (QUI), Morandi ribadisce che la Regione non ha ancora scelto e che gli scenari prospettati da Ires sono diversi. Da qui la richiesta di inoltrare ai sindaci il piano completo e di arrivare, infine, a una decisone condivisa.

 Ci sono volute alcune ore ma alla fine la verità è venuta fuori: l’assessore Icardi non considera lo scenario presentato come “quello con meno criticità” dalla rappresentante di Ires, come lo scenario su cui la Regione ha già fatto la sua scelta. L’assessore Icardi ha più volte risposto alla mia esplicita domanda dicendo che gli scenari prospettati dallo studio Ires dovranno essere tutti oggetto di approfondimento e solo successivamente potranno essere prese delle decisioni, anche perché con le normative attuali l’unico scenario possibile sarebbe soltanto quello tuttora prospettato in precedenza che prevedeva il mantenimento dello status quo in attesa che si realizzi l’ospedale nuovo, ed unico e anche se ora sono in molti a dire che le regole dovranno cambiare non c’è ancora stata nessuna revisione normativa.
Abbiamo quindi chiesto di inoltrare ai Sindaci lo studio Ires nella sua interezza affinché possa essere esaminato ed è da questo punto di partenza che dovranno essere coinvolte le parti interessate, a partire dall’Asl Vco che è stata chiamata in causa solo recentemente con una lettera del 21 aprile e che ha quindi costituito un gruppo di lavoro specifico, per arrivare ai Sindaci, alle rappresentanze di tutto il personale del mondo della sanità, compreso l’ordine dei medici che proprio ieri ha inviato una lettera a nome del proprio direttivo in cui esprime molto chiaramente il proprio competente punto di vista.
Ritengo molto importante il fatto che l’assessore abbia ribadito chiaramente che nulla è stato deciso, anche se mi rendo conto che questo possa essere una delusione per chi vede con favore quello scenario, e allo stesso modo resta evidente la difficoltà di tutti nell’affrontare con la dovuta serenità e lucidità un tema così determinate sulla vita di tutti come la riorganizzazione sanitaria, quando le comunicazione che arrivano da Torino sono spesso così contraddittorie fra i diversi rappresentanti istituzionali e nelle diverse occasioni rischiando così di far venire meno anche la fiducia nella imparzialità delle analisi tecniche che dovrebbero fornire invece dei dati oggettivi da utilizzare per prendere le decisioni corrette.
Sarà quindi necessario che tutti i soggetti interessati, a partire da noi sindaci, abbiano il tempo e la lucidità necessari ad esaminare lo studio e sarà altrettanto necessario che coloro che dovranno assumersi la responsabilità decisoria abbiano la stessa lucidità e razionalità nel tenere conto sia dello studio sia dei contributi che arriveranno durante il percorso di condivisione dell’analisi.
Nel frattempo naturalmente auspichiamo che gli ospedali riprendano tutte le attività in maniera completa per far fronte alle liste d’attesa che si sono generate e che il lavoro di ampliamento della tanto da tutti auspicata “rete di medicina territoriale” possa prendere nuovo vigore poiché su questo fronte non c’è motivo di attendere ancora.

 

 

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