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DOMODOSSOLA - 04-05-2021 - Con l'esposizione di un'immagine nella vetrina di Casa De Rodis, la Collezione Poscio, il Museo Immaginario – L'École des Italiens e Asilo Bianco festeggeranno, mercoledì 12 maggio, il centesimo compleanno di Joseph Beuys, che è stato uno degli artisti più influenti della seconda metà del '900. L'immagine, la locandina della mostra "La rivoluzione siamo noi" tenuta a Napoli nel 1971 annuncia la mostra Vertigine. Visioni contemporanee della montagna (4 luglio - 5 settembre 2021).

Il 13 novembre 1971 si apre alla Modern Art Agency - come allora si chamava la galleria fondata da Lucio Amelio a Napoli nel 1965 - la prima personale di Joseph Beuys in Italia. La mostra era annunciata da un cartolina di Sils in Svizzera, con la scritta “La rivoluzione siamo Noi”, da un poster di grandi dimensioni (185 x106 cm) con un ritratto dell'artista tedesco, scattato nel settembre precedente in Villa Orlandi ad Anacapri dal fotografo Giancarlo Pancaldi, e si componeva di 130 disegni e “partiture” dal 1946 al 1971, di due films, un video-tape e un lavoro sonoro. La sera stessa, negli spazi della galleria - affollata all'inverosimile da artisti, critici, galleristi e studenti arrivati dappertutto (da Staeck a De Dominicis, da Menna a Calvesi, Bonito Oliva, Celant, Baldassarre, Gozzano, Sargentini, Merz, Kounellis, Schirmer, Toselli, Bonuomo, Alfano, Aloisio, ecc.) - Beuys tiene un dibattito sui suoi “concetti politici per una trasformazione della società europea”. Il dialogo di Joseph Beuys con Napoli e con l'Italia prosegue ininterrottamente fino al 23 dicembre 1985, quando dà vita a “Palazzo Regale”, la sua mostra-testamento allestita nei saloni della Reggia di Capodimonte.
Un mese dopo, il 23 gennaio 1986, Beuys muore a Düsseldorf.
(Michele Bonuomo)

Joseph Beuys, artista tedesco, è una delle personalità più significative della cultura europea del secondo ‘900. Nasce il 12 maggio 1921 a Krefeld, ma trascorre l’infanzia a Kleve. A causa della guerra è costretto a interrompere gli studi. A 19 anni si arruola nell'aviazione tedesca. Nel 1943, l’aereo su cui si trova è abbattuto e precipita in Crimea. Beuys rimane gravemente ferito e rischia di morire assiderato. Racconterà di essere stato salvato da nomadi tartari, che hanno cosparso il suo corpo di grasso animale e lo hanno avvolto nel feltro. Attribuirà a questo evento un’importanza fondamentale. Il feltro e i materiali naturali saranno sempre presenti nella sua produzione artistica, e il cappello di feltro diventerà un elemento caratteristico della sua immagine.
Dopo la guerra Beuys frequenta l’Accademia d’arte di Düsseldorf, dove dal ‘61 insegna scultura monumentale. Presto si impone nel panorama culturale europeo con la sua idea di scultura sociale. Profondamente critico verso la società dei consumi, l’artista tedesco auspica una società in cui ogni uomo sia libero e creativo. Per essere tale, l’uomo deve ritrovare la perduta armonia con la natura e il mondo spirituale. Il pensiero degli uomini liberi è per Beuys un’opera d’arte collettiva, una forma, appunto, di scultura sociale.
Beuys realizza disegni, sculture, installazioni in cui compaiono molti materiali naturali e riferimenti alla spiritualità. Un altro aspetto della sua arte sono le azioni performative, in cui Beuys è direttamente coinvolto. Queste azioni hanno spesso un carattere rituale. Altre azioni sono direttamente legate al suo impegno politico. Durante queste performance, promuove un intervento più diretto dei cittadini nella vita democratica e una più ampia diffusione della cultura. Convinto ecologista, è tra i fondatori del Partito dei Verdi e compie numerose azioni che interessano l’ambiente. La più celebre è 7000 querce, che prevede vengano piantate 7000 querce nella città di Kassel; nel 1982 l’artista presenta un’installazione di 7000 blocchi di basalto scolpiti. Ogni blocco sarà sostituito da una pianta e l’operazione verrà finanziata con la vendita dei singoli blocchi.

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