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FORMAZZA - 05-07-2021 -  Diciotto anni dopo, il ritorno di un grande Giro in val Formazza. Diciotto anni da quello scatto in salita di Pantani, l’ultimo di una grande carriera, da quella frustata al gruppo di testa, inventata a 4 chilometri e 800 metri dall’arrivo alla Cascata, dopo i traumatici 235 di tappa da Canelli, la più lunga del Giro 2003. Una rasoiata fu quella di Marco, distribuita in più strappi, uno sforzo ciclopico per gli altri contendenti alla tappa, battaglia aperta oltre Ponte di Formazza fino a Sotto Frua e anche più sù. Ma la prima bicicletta a spuntare oltre il budello di strada verticale a fianco del salto d’acqua più bello delle Alpi sarà però quel Gilberto Simoni in maglia rosa insieme a Dario Frigo, dominatori dell’edizione 2003. Grandi giorni, gli ultimi del Pirata, dietro per una manciata di secondi.

Quest’anno sarà diverso. Nel 2021 il giro ‘’delle Donne’’ , il giro d’Italia femminile, solcherà nuovamente queste pendenti strade in una giornata dedicata nuovamente al ciclismo internazionale in Ossola. Le donne, si, perché nel 2021, la formula femminile equivalente al giro d’italia dà spettacolo, e tutti dovrebbero vedere le imprese delle varie Vos, Van Der Bregghen e della nostra Longo Borghini con le maglie nazionali. Ci sarà una prova cronoscalata in partenza da Fondovalle alle ore 12, fino al Centro Fondo di Riale 11 chilomertri e 200 metri più su, in cima all’alta Val Formazza,  a 1714 metri di altezza (e 500 di dislivello di tappa). Ovviamente si parla di olandesi favorite, Anne Van der Breggen, in maglia rosa, Marianne Vos, vincitrice ieri della sua 29 tappa al giro d’Italia al femminile, ma sicuramente presenti saranno l’ornavassese Elisa Longo Borghini, Magnaldi, oppure la scalatrice svizzera Chabbey .

Tutte, salendo per quei chilometri verticali, lasceranno l’inferno dei tornanti per guadagnare i prati verdi nei pressi di Riale presenziando, per un secondo, davanti a quell’esile monumento con la ruota da corsa da 28’’  dedicato al cronista De Zan, ma che ricordano anche le imprese di quella lunga tappa nel maggio di diciotto anni fa . Un tributo silenzioso di fatica e sudore. Il migliore che le donne possono dare a Marco, e alla memoria dei bei tempi. Ne vedremo delle belle, nel segno della parità di genere, nonché come vetrina internazionale per le nostre amate salite ossolane.

Vittorio Manini


 

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