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01-08-2022 -- Lo scorso 8 giugno è stata trasmessa al Parlamento la Relazione contenente i dati definitivi 2020 sull’attuazione della legge 194/1978 che stabilisce norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria della gravidanza (IVG).
I dati sono stati raccolti dal Sistema di Sorveglianza Epidemiologica delle IVG, attivo in Italia dal 1980, che impegna l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il Ministero della Salute e l’Istat da una parte, le Regioni e le Province autonome dall’altra.
Per l’anno 2020, il Ministero della Salute, fin dall’inizio della pandemia, nelle Linee guida per la rimodulazione dell’attività programmata differibile in corso di emergenza da COVID-19, ha individuato l’interruzione volontaria di gravidanza tra le prestazioni indifferibili in ambito ginecologico.
In totale nel 2020 ci sono state 66.413 interruzioni volontarie, confermando il continuo andamento in diminuzione del fenomeno (-9,3% rispetto al 2019) a partire dal 1983. Il dato italiano rimane tra i valori più bassi a livello internazionale e i tassi di abortività più elevati restano nelle donne di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Tra le minorenni, il tasso di abortività per il 2020 è risultato pari a 1,9 per 1.000 donne.
Le cittadine straniere continuano ad essere una popolazione a maggior rischio di abortire rispetto alle italiane: per tutte le classi di età le straniere hanno tassi di abortività più elevati delle italiane di 2-3 volte.
Anche per il 2020 risulta prevalente il ricorso al consultorio familiare per il rilascio della certificazione necessaria alla richiesta di IVG (43,1%), rispetto agli altri servizi (Medico di fiducia: 19,9%; Servizio ostetrico-ginecologico: 33,4%).
Il 56,0% degli interventi è stato effettuato entro le 8 settimane di gestazione (rispetto al 53,5% del 2019), il 26,5% a 9-10 settimane, il 10,9% a 11-12 settimane e il 6,5% dopo la dodicesima settimana.
Il ricorso all’aborto farmacologico varia molto tra le Regioni. Il confronto nel tempo evidenzia un incremento continuo dell’uso del Mifepristone e Prostaglandine e nel 2020 il 35,1% degli interventi sono stati effettuati con metodo farmacologico.
Per quanto attiene all’obiezione di coscienza, nel 2020 il fenomeno ha riguardato il 64,6% dei ginecologi (valore in diminuzione rispetto al 67,0% del 2019), il 44,6% degli anestesisti e il 36,2% del personale non medico.
Dopo la recente sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America che ha vietato l’aborto e ha riacutizzato il dibattito tra chi è a favore dell’aborto e chi no, comunque la si pensi, in Italia è un diritto riconosciuto alle donne da una Legge e come tale va tutelato.