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VILLADOSSOLA- 01-05-2016- É stato presentato sabato sera

alla diciannovesima Fabbrica di Carta il libro "Alvaro Corradini profeta del federalismo" scritto da Uberto Gandolfi. Con l'autore era presente l'ex consigliere regionale Michele Marinello, il quale ha introdotto il volume che celebra la figura dell'ossolano Alvaro Corradini, uno dei primi promotori dell'Uopa ( Unione Ossolana per l'Autonomia), movimento politico fondato il 27 ottobre del 1977 con l'obiettivo di costituire una Regione autonoma a statuto speciale formata dalla Val d'Ossola e dalla Valle Cannobina sul modello della Valle d'Aosta. Obiettivo dell'Uopa era una maggiore democrazia, più attenzioni e risorse per la gente  di montagna. Anche se  il sogno di autonomia svanì il Movimento ha prodotto comunque degli  effetti, come spiega l'autore Uberto Gandolfi: "La provincia del Vco  è nata in contrapposizione all'Uopa ed all'istanza autonomistica ossolana, e inoltre  la superstrada é arrivata  non solo grazie  a Nicolazzi, ma anche con l'impegno profuso dall' Uopa per anni nell'amplificare le istanze che provenivano dal territorio". Marinello ha introdotto la serata, molto partecipata da quanti hanno conosciuto Corradini e da altri intervenuti per pura curiosità, definendo Corradini "Uomo dall'intelligenza cristallina. Ho avuto l'onore di conoscerlo personalmente. Mi prendo l'onore di consegnarlo alla storia avendogli dedicato  il parcheggio di Domodossola durante la mia amministrazione. Studioso, padre dell'autonomismo italiano, commendatore della Repubblica, fondatore della sezione paracadutisti di Domodossola, ideologo. Aveva dichiarato guerra a modo suo allo stato italiano. Lo stesso Umberto Bossi, lo definì in questo modo: "Era tutto tranne che un parcheggio" , ricorda Marinello.
Furono 55 mila le firme raccolte alla fine degli  anni '70 che hanno alimentato  il sogno dell'autonomia degli  ossolani:"Lo ricordavo da ragazzino, ai tempi dell'Uopa, e poi lo ritrovai anni dopo per una serie di interviste, e mi parlò del progetto della riforma cantonale dell'Italia- ricorda Gandolfi- il cuore della riforma era il Cantone, con le caratteristiche di un vero e proprio Stato, aveva la grandezza di una provincia, ma il potere e le funzioni che hanno la regione o lo stato. I soldi tassati non andavano a Roma ma restavano in loco.  Corradini già dal 1969, prevedeva  per l'Italia sette macro regioni e un governo federale eletto dalla camera (ridotta nel numero di 2 terzi rispetto all'attuale e dal senato delle regioni. Proprio per avere più democrazia aveva pensato a dei co-capoluoghi in ogni cantone in cui, per zone omogenee per economia, tradizioni, cultura, collegamenti, aveva diviso l'Italia. Per esempio nello studio sul Vco, fatto una ventina di anni prima che nascesse la Provincia, individuava, con la sua formula matematica in cui erano inseriti vari parametri, Domo come capoluogo e Verbania come cocapoluogo”. Nel corso delle presentazione sono state mostrati brevi filmati di una intervista a Corradini sull'Uopa e su Bossi, ed alcuni spezzoni di un'intervista ad Umberto Bossi, dove ammette la primogenitura dell'idea federalista fatta da Corradini e dall'Uopa, e dove si ricorda la fondazione, avvenuta nel 1982 a Domodossola, del primo movimento federale ed autonomistico che riuniva tutti i movimenti ed i partiti dell'arco alpino, da Trieste alla Valle d'Aosta, con Corradini presidente e Bossi segretario. Bossi ha inoltre spiegato che il simbolo della Lega è stato scelto grazie ad Alvaro Corradini, cos' come l'inno ufficiale, “ Il Nabucco”, era la sua musica preferita, ed il colore della Lega il verde, scelto da Corradini.

 Il libro è in vendita alla libreria Grossi in piazza Mercato a Domodossola.

 

 

 

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