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DOMODOSSOLA- 25-06-2015- In un comunicato la Uil  evidenzia come in Italia, a maggio,

sono state richieste  65.406.585 ore di cassa integrazione, con un aumento, rispetto al mese  di aprile, del 7,4%. In Piemonte la richiesta  è stata di 9.601.49, in aumento del 16% (+48,5% ordinaria, +16,5% straordinaria,-93,7% in deroga). A maggio i lavoratori piemontesi tutelati sono stati 56.479, con un aumento di 7.774 unità rispetto ad aprile. Nel comunicato si riportano anche i dati provinciali: nel Vco a maggio 2015, rispetto al mese precedente, si registra  una crescita percentuale di ore del 14,1 %, mentre se confrontiamo i primi 5 mesi del 2015 con l'analogo periodo del 2014 notiamo una flessione del 25,2%, calo inferiore solo alla  provincia  di Cuneo - 30,7% e Biella -51,5%.

Ecco il comunicato della Uil:

In Italia, a maggio, sono state richieste 65.406.585 ore di cassa integrazione con un aumento, rispetto al mese di aprile, del 7,4%.
In Piemonte la richiesta è stata di 9.601.491, in aumento del 16% (+48,5% ordinaria, +16,5% straordinaria, -93,7% deroga). A maggio, i lavoratori piemontesi tutelati sono stati 56.479, con un aumento di 7.774 unità rispetto ad aprile.

DATI PROVINCIALI

L’andamento delle ore nelle province piemontesi, nel confronto tra maggio e aprile, è stato il seguente:
Cuneo +125%, Vercelli +66%, Asti +60,2%, Verbania +14,1%, Torino +11%, Novara +4,4%, Alessandria -34%, Biella -76,1%.

PRIMI CINQUE MESI

Nella nostra regione, nei primi cinque mesi dell’anno, la richiesta è stata di 43.684.486 ore, in diminuzione del 13,4% rispetto all’analogo periodo del 2014 (-12,5 ordinaria, -5,6% straordinaria, -51% deroga).
A livello nazionale sono state autorizzate 297.576.620 ore con un calo del 34,4%.
Il Piemonte è la regione con la maggiore richiesta di ammortizzatori sociali, dopo la Lombardia.

DATI PROVINCIALI

L’andamento delle ore nelle province piemontesi, confrontando i primi cinque mesi del 2015 con l’analogo periodo del 2014, è stato il seguente: Asti +20,1%, Torino -4,3%, Novara -20,0%, Alessandria -21,6%, Vercelli -24,4%, Verbania -25,2%, Cuneo -30,7%, Biella -51,5%.
Con 26.400.902 ore richieste nei primi cinque mesi dell’anno, Torino si conferma provincia più cassaintegrata d’Italia, seguita da Milano (18.342.320), Roma (15.313.380), Brescia (13.700.081).

SETTORI PRODUTTIVI

Nella nostra regione, la variazione percentuale della cassa integrazione per settori produttivi, confrontando i primi cinque mesi del 2015 con l’analogo periodo del 2014, è stata la seguente: Industria -7,5%, Edilizia -31,2%, Artigianato -40,4%, Commercio -39,7%, Settori vari -21,4%, per un totale di -13,4%.

DICHIARA IL SEGRETARIO GENERALE UIL PIEMONTE GIANNI CORTESE: “L’andamento delle richieste di cassa integrazione in Piemonte mostra la persistente fragilità del sistema produttivo, alle prese con un percorso ancora accidentato e per nulla lineare. Stupisce l’enorme differenza del calo di ore nei primi cinque mesi dell’anno, perché il Piemonte si discosta di 21 punti percentuali dal dato nazionale (-13,4% rispetto a -34.4%). Sarebbe, infine, quantomai opportuno preoccuparsi della condizione di quasi 30.000 piemontesi che, nei prossimi mesi, rischieranno di ingrossare le fila degli esodati e di trovarsi senza alcun reddito per la perdita del posto di lavoro, l’esaurimento degli ammortizzatori sociali, l’impossibilità di agganciare il traguardo della pensione”.

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