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DOMODOSSOLA- 28-06-2015- Continua a destare particolare sorpresa e preoccupazione la decisione dell'Agcom che giovedì scorso, con una delibera molto attesa, ha autorizzato Poste Italiane a consegnare la corrispondenza a giorni alterni in 5.296 Comuni italiani, di cui 901 solo in Piemonte. L'onorevole vogognese Enrico Borghi, presidente Uncem e presidente dell'intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna ha raccolto nelle ultime ore le voci indignate di tantissimi sindaci e amministratori, nonché delle associazioni dei consumatori: "La decisione di AgCom ci sorprende molto - precisa Borghi - perché lede quanto previsto dal Servizio postale universale, marginalizzando due terzi del Paese, eliminando un basilare diritto di cittadinanza, quello che prevede la ricezione della corrispondenza".  La decisione inaccettabile di AgCom evidenzia anche le differenze tra le decisioni che sulla riorganizzazione di Poste si stanno prendendo a Roma e sui territori. "Dalle consultazioni avviate tra Comuni e Regioni, d'intesa con le direzioni territoriali dell'azienda - aggiunge Enrico Borghi - mi risulta sia stato migliorato il piano di riorganizzazione presentato da Poste a inizio anno. È stato apprezzato lo sforzo a ridurre chiusure e rivedere tagli di giorni di apertura. Ma a livello nazionale, AgCom e la stessa Poste seppelliscono il dialogo con queste decisioni unilaterali incomprensibili. Anche perché AgCom ha dimenticato di essere un organo di controllo e non di ratifica". Secondo il presidente Uncem è oggi possibile e necessario costruire delle alternative a queste riduzioni di diritti e contrazioni della presenza dello Stato sul territorio. "Il servizio di consegna della corrispondenza - aggiunge Enrico Borghi - sarà pure in perdita ma è l'unico che dimostra la presenza dello Stato nei piccoli comuni, nelle realtà montane e rurali. Non per nulla nella legge di Stabilità lo Stato inserisce ogni anno un fondo per salvaguardare il Servizio postale universale. Sono evidenti e durissime in queste ore le prese di posizione degli Editori: se sono abbonato a un quotidiano lo voglio ricevere e leggere il giorno stesso non tre giorni dopo. La decisione di AgCom penalizza il sistema delle comunicazioni in genere, compresi i giornali". Le alternative? "Certo che esigono -  sottolinea Borghi - Se poste non è interessata alla consegna della corrispondenza, raggiunga accordi con chi sul territorio può garantirla. Penso ai Comuni stessi, alle cooperative presenti sul territorio, i volontari delle Pro Loco, anche a qualche negozio di vicinato che può essere disponibile. Ce lo insegnano le Poste svizzere che ogni giordano portano la posta e i giornali fino all'ultimo borgo montano. Lo fanno perché hanno individuato un sistema sussidiario avanzato, che fa anche risparmiare. Le soluzioni tecniche ci sono, ma serve una volontà politica di garanzia del servizio e dei diritti. Ci lavoreremo in Parlamento. Per evitare che ragionieri di Autorità e di altre burocrazie centraliste ridisegnino lo Stato dividendo ancora una volta chi sta in serie A e chi in serie B".

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