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VOGOGNA- 29-06-2015- Importante rassicurazione quella avuta in forma scritta

dall'onorevole vogognese Enrico Borghi dai ministri Paolo Gentiloni e Pier Carlo Padoan sull'inaccettabilità di alcune proposte avanzate dal Canton Ticino e discriminatoria nei confronti dei frontalieri italiani, a cui si parte della maggioranza leghista che guida il Ticino chiederebbe il certificato penale per l'assunzione, a cui si vorrebbe far pagare più tasse o l'autostrada: “Era indispensabile che il Governo italiano fosse portato a conoscenza ed intervenisse in forma espliciti chiedendo che il tema venisse introdotto nei negoziati attualmente in corso, negoziati che devono essere politici e non solo tecnici proprio per queste questioni ha spiegato Enrico Borghi in una conferenza stampa svoltasi lunedì mattina in Comune a Vogogna- lo scorso 24 giugno mi è arrivata la lettera, un segno importante formale dato da due ministri. In essa per la prima volta c'è una dichiarazione del governo con al quale si sancisce un principio di reversibilità nel caso di mancata salvaguardia nei principi di libera circolazione. Nel caso in cui si modificasse l'accordo bilaterale del '74 con la Svizzera, questo meccanismo verrebbe in ogni caso bloccato nel caso in cui la Confederazione adottasse una legislazione più restrittiva, e non in accordo con l'Ue, sulla libera circolazione delle persone. In questo caso l'accordo verrebbe annullato immediatamente. Quindi se la Svizzera vuole modificare il ristorno dei frontalieri non deve modificare la libera circolazione delle persone. Il Governo ha dato mandato all'ambasciata italiana per una segnalazione a Berna di carattere discriminatorio alla sola nazionalità italiana. Vedremo nelle prossime settimane le risposte formali delle autorità federali. Intanto mercoledì Enrico Borghi sarà ricevuto dall'ambasciatore svizzwro in Italia, che ha personalmente invitato a far visita al Vco.

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