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DOMODOSSOLA- 30-12-2017- Meta di turisti,

in aumento, ma anche oggetto di attenzioni da parte di investitori, non solo italiani. I borghi alpini del Piemonte secondo Uncem si confermano al centro di nuove opportunità e di forti politiche di promozione: “Merito anche dell'Anno nazionale dei borghi, indetto dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo- spiegano da Uncem- che si chiude tra due giorni e che ha acceso i riflettori sui piccoli Comuni e sulle loro borgate (nell'accezione tipica alpina e piemontese in particolare). È da almeno dieci anni che Uncem ha messo i villaggi e i borghi alpini al centro delle sue iniziative istituzionali. "Sin da quando, nel 2007 - spiega il Presidente Lido Riba - riuscimmo a convincere la Regione Piemonte, con l'allora Assessore alla Montagna Bruna Sibille, a investire 35 miioni di euro di fondi europei, del Psr, per la rivitalizzazione dei villaggi, rigenerazione architettonica, urbanistica e soprattutto socio-economica. 33 borgate sono tornate a vivere, con l'avvio di nuove imprese turistico-ricettive, il restauro degli immobili, l'impegno di privati che hanno portato il totale degli investimenti in Piemonte, dal 2008 al 2011, a oltre 50 milioni di euro. Altri 20 milioni di euro andranno a bando nel 2018, anche per effetto del nostro fortissimo impegno. Un grande risultato. Di certo non ci fermiamo. Questo è un asse portante dello sviluppo del Piemonte, non solo montano". 
Proviamo dunque a tracciare un bilancio delle opportunità emerse nel 2017. 

 

Nell'Anno dei borghi, Uncem ha avuto dalla Regione la garanzia di nuove risorse europee per i villaggi, sul Programma di sviluppo rurale: 20 milioni di euro in due operazioni, con due bandi (che si apriranno a inizio 2018) destinati ai Comuni montani per la r ealizzazione e il miglioramento di strutture e infrastrutture culturali-ricreative e per opere di urbanizzazione  e degli spazi aperti a uso pubblico. 
Nell'Anno dei borghi sono state varate due importanti leggi, quella nazionale sui picccoli Comuni (non a caso definita "salva Borghi"), con i 160 milioni di euro di dotazione fino al 2023, e quella regionale sulla ricettività extralberghiera che prevede nuovi strumenti di condivisione, per una sharing economy che fa bene ai borghi. 

Nell'Anno dei borghi Uncem ha consegnato a cento Comuni montani piemontesi il cartello dei "Borghi alpini", grazie a un progetto voluto e costruito dalla Delegazione piemontese per rendere riconoscibili gli interventi di recupero già effettuati e altri potenzialmente cantierabili. Tra questi anche Crevoladossola, con il borgo Ghesc dove è attiva l'Associazione Canova con il primo "villaggio laboratorio": un modello esportabile. 

Nell'Anno dei borghi, l'Uncem ha apprezzato l'impegno dell'UE nel dare il via ad aprile 2017 al Piano per gli Smart Villages, strategia per evidenziare driver e fattori di successo dei villaggi intelligenti. Economia vitale, condizioni di vita attraenti, eco-sostenibilità, accesso alla tecnologia e connettività sono i pilastri - si legge nel Piano - che contribuiscono allo sviluppo delle aree rurali attraverso i borghi con le loro comunità.

Nell'Anno dei borghi, i riflettori dei media internazionali si sono accesi sui borghi piemontesi. Due settimane fa, l'ultimo articolo su The Sunday Times che ha presentato il sito Uncem www.borghialpini.it e messo on line, sul portale del giornale inglese, le foto di Lunella, in Val di Viù. Il borgo sopra il Col del Lys è in vendita anche su Subito.it, grazie a una collaborazione di Uncem con uno studio di architettura e di vendite Real Estate. Presenze mediatiche a costo zero, dal grandissimo impatto sull'opinione pubblica.

"Nell'Anno dei borghi - evidenzia Marco Bussone, coordinatore del programma Borghi alpini - sono arrivate a Uncem richieste di potenziali investitori dalla Svizzera, dalla Germania, dall'Inghilterra e anche da Singapore, dove un gruppo privato attivo nella ricettività di lusso ha messo gli occhi su alcune borgate delle valli olimpiche torinesi. Merito di operazioni di singoli e di gruppi di proprietari - come a Lauzet di Cesana - che sono partiti con i cantieri dopo anni di lungaggini burocratiche e complessa progettazione". 

Nell'anno dei borghi, si sono moltiplicate le tesi di laurea dedicate al recupero e alla rivitalizzazione dei villaggi alpini. Due di queste (su Campofei di Castelmagno e su Bourcet di Roure) hanno vinto il primio Uncem per le migliori tesi di laurea sulla montagna. Molte quelle discusse al Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, anche grazie all'impegno e alla continua intensa attività dell'Istituto di Architettura montana, animato dai professori Antonio De Rossi, Massimo Crotti, Daniele Regis, Roberto Dini, Federica Corrado e tanti altri. 

Nell'Anno dei Borghi sono state rafforzate da Uncem le collaborazioni con gli Ordini Professionali, come l'Ordine degli Architetti di Cuneo e Torino, e anche con il Collegio Geometri. Un'interazione necessaria vista anche la necessità di aggiornamento delle banche dati del catasto: Uncem ha seguito il lavoro con l'Agenzia delle Entrate (Uffici del Territorio, ex Catasto) e grazie a un pool di Amministratori e professionisti che hanno avuto una relazione costante in particolare con l'ing. Giacomo Tarantino dell'Agenzia.  L'Anno dei borghi - prosegue Bussone - ha visto, tra le molteplici operazioni di recupero avviate, quella di Thobias Luthe, docente all'Università di Zurigo, che a Ostana sta trasformando la borgata Serre de Lamboi, abbandonata da 40 anni, nell'Istituto MonViso , ovvero in un centro di ricerca, didattica e imprenditoria per la sostenibilità. Dove sono già arrivati studenti da tutt'Europa per progetti di ricerca legati in particolare all'economia circolare. Green e Smart, come vogliamo siano i nuovi borghi rigenerati. Un milione e mezzo di euro verranno investiti: un progetto pilota avanzato, non solo per il recupero degli edifici, ma soprattutto per le attività di ricerca, studio, produzione che saranno attivate nel borgo. Serre de Lamboi non poteva avere destino migliore".

 

 

 

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