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DOMODOSSOLA -02-01-2018- Si è sfogato sulla sua pagina Facebook il nostro collega giornalista Antonio Ciurleo per la disavventura capita a sua mamma giovedì 28 dicembre: "costretta ad aspettare oltre otto ore al Dea di Domodossola per una trasfusione". Ecco il suo racconto: "Oltre otto ore di attesa per mia mamma, malata di alzahimer, al Dea di Domodossola dove l'abbiamo portato perché doveva eseguire due trasfusioni di sangue. Entrata alle ore 14.09, visitata alle 17,10 con inizio trasfusioni alle ore 19,27. Il tutto su una barella in corridoio non essendoci posti in astanteria. Poco tempo? Troppo tempo? Onestamente non lo so. Visto che era un codice verde, ma la trasfusione era necessaria avendo il valore dell'emoglobina molto basso. In quelle ore di attesa ho parlato con molti utenti e tutti si lamentavano. Una persona mi ha detto che arrivato con la moglie alle 8 del mattino e alle 22 non era ancora uscito (anche in queso caso si trattava di una trasfusione). Un altro utente di Verbania alle ore 17,45 ha saputo che il proprio caro sarebbe stato ricoverato in medicina. Il tuto è avvenuto dopo le 21. Tempi normali? Non so per voi, ma a me sembra che tutto questo sia da terzo mondo. Inoltre la Direzione ha annunciato l'entrata di un tabellone per informare i pazienti sulle attese. Peccato che giorno 28 non funzionava. Infine un' ultima considerazione: un analogo problema mi era capita un anno fa e allora la direzione aveva assicurato che per bimbi e malati di semenza ci sarebbe stato un occhio di riguardo. Pensate cosa sarebbe accaduto senza questo occhio di riguardo..."

 

 

 

 

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