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VOGOGNA- 04-01-2017- In attesa che vengano, a breve, definiti i candidati nei vari collegi per la Camera o il Senato l'onorevole vogognese Enrico Borghi traccia sua sua newsletter un bilancio del suo impegno politico dell'ultimo anno. Voci di corridoio darebbero il politico ossolano come candidato al senato alle prossime elezioni: "Penso sia giusto provare a sintetizzare, a mò di appunti in agenda, le principali tappe che mese per mese hanno visto il mio lavoro al vostro servizio- spiega Borghi- poco o tanto che sia, è stato fatto con cuore, impegno e passione:

GENNAIO
L’anno inizia con alcune questioni di carattere locale, su cui arrivano risposte concrete. Promuovendo insieme col Prefetto a Verbania un incontro sulla vicenda della stazione ferroviaria di Iselle-Trasquera, riusciamo a far stanziare 2,5 milioni a RFI per la messa in sicurezza idrogeologica del versante sopra la stazione, mentre si sblocca la vicenda parcheggio. E’ anche il mese in cui intervengo sul ministro Minniti dopo alcuni timori -subito fugati- di smantellamento del presidio di polizia stradale a Domodossola, mentre riprende il lavoro dell’intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna, che mette le basi per il positivo risultato a favore del Soccorso Alpino che arriverà a fine anno e affronta i temi della ricostruzione in Appennino.  Mentre siamo riuniti nella sala “Aldo Moro”, ci arrivano via sms notizie frammentarie di una valanga in Abruzzo. E’ la notte di Rigopiano. Che dentro il grande dolore, e le necessarie riflessioni su quanto accaduto, ci farà scoprire una volta di più il grande grado di professionalità della nostra Protezione e dei nostri Vigili del Fuoco. Il giorno dopo sono a Salerno, per una iniziativa con l’amico e collega Tino Iannuzzi sulla legge per i piccoli comuni: nella sala dove teniamo la conferenza stampa, arriva la notizia che non tutti sono morti, ma c’è un corso un salvataggio. Mi informano che fra i soccorritori che stanno salvando vite umane c’è un pompiere di casa mia, Vogogna, un amico da una vita, il vigile del fuoco Danilo Bevilacqua. Lo annuncio alla platea di Salerno, e tutta la sala esplode in un applauso che in molti si trasforma in lacrime. Emozioni italiane.

FEBBRAIO
Inizio febbraio continuando ad ingaggiare – per conto dell’intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna ma anche in rappresentanza del Pd della commissione ambiente,lavori pubblici e territorio – la battaglia con Poste Italiane. In particolare, a fronte del disagio sui territori per la consegna a giorni alterni, la riduzione degli sportelli e la rivolta di molti comuni montani, dalle parti di via XX settembre (ovvero il Ministero dell’Economia e delle Finanze) si ipotizza la vendita di un ulteriore 30% del capitale, portando così lo Stato sotto al 50% nell’azionariato. Non perchè innamorati a ogni costo delle partecipazioni statali o dell’interventismo pubblico, ma in quanto preoccupati dello smantellamento di un asset industriale essenziale per il Paese, iniziamo una battaglia parlamentare che alla fine darà i propri frutti. Lo stesso sottosegretario alle comunicazioni, Antonello Giacomelli, ci darà ragione. La vendita della seconda tranche del capitale di Poste finisce in archivio, e il governo sostituisce l’amministratore delegato Caio con l’ad Del Fante. Si apre una nuova stagione, che vedrà nel corso dell’anno altre novità positive in questo senso per la salvaguardia e il potenziamento dei servizi postali sui territori italiani.
Febbraio è anche il mese in cui vengo confermato dal governo consigliere speciale della Presidenza del Consiglio per l’attuazione della Strategia Nazionale Aree Interne. Le dimissioni di Matteo Renzi avevano comportato anche la mia decadenza da questo incarico. Il neo-ministro Claudio De Vincenti mi rinomina, inviando contestualmente a CIPE un primo bilancio delle 68 aree progetto che interessano 1.043 comuni con 2 milioni di abitanti. A fine anno riusciremo a mettere in legge di bilancio altri 141,5 milioni per la prosecuzione e l’implementazione del programma, che partirà in tante zone italiane compresa la Val d’Ossola dove si stimano investimenti per circa 12 milioni di euro.

MARZO
E’ il mese più “politico”, durante il quale si calano le carte per la segreteria del Pd. Tre i candidati: Matteo Renzi, Andrea Orlando, Michele Emiliano. Decido di sottoscrivere la mozione Renzi, e ne spiego le motivazioni in occasione della “kermesse” del Lingotto che a metà mese lancia la candidatura di Matteo. In sintesi, tre le motivazioni della mia scelta: 1) nei confronto tra i tre candidati, Renzi è quello che maggiormente risponde all’esigenza di evitare che l’Italia venga risucchiata nelle sabbie mobili di un passato che non passa; 2) con Renzi alla guida, il Pd ha le maggiori chances per fare da diga e da argine nei confronti di una destra dove l’egemonia sta passando alle ali estreme e di un Movimento 5 Stelle nuova espressione dell’infinito gattopardismo nazionale; 3) il profilo di Renzi risponde ad una identità del Pd che guarda avanti, anzichè tentare di rinverdire una socialdemocrazia ormai cadente o rincorrere i grillini su un modello populista e caudillista con qualche spruzzata di giustizialismo di ritorno. Mentre scelgo Renzi, parlo di alcune caratteristiche essenziali per il nuovo corso democratico: inclusione, capacità di ascolto, leadership collettiva, responsabilizzazione e gioco di squadra. Mi sembrano buone chiavi di lettura anche per il marzo del 2018!

APRILE
Il giorno “clou” è il 4, quando riesco -lavorando insieme con Sergio Chiamparino e Aldo Reschigna- a mettere in piedi un incontro (che i giornali locali un po’ pomposamente definiranno “vertice”) tra i sindaci di Verbania, Cannobio e del litorale dell’alto Verbano con il ministro Graziano Delrio. L’incontro si tiene a Torino, alla presenza anche del Presidente Costa, del Prefetto Olita oltre che ovviamente ai vertici della Giunta Regionale e di Anas. Sul tavolo due questioni: la riapertura in sicurezza della SS 34, dopo la frana del 18 marzo dove purtroppo si è registrata anche una vittima, e la ricerca di una soluzione strutturale del versante. Delrio si impegna formalmente in questo senso. Le settimane -e i mesi- che seguiranno saranno contrassegnate da qualche nervosismo, e anche qualche caduta di stile da oltre confine dove si arriverà ad ironizzare sulla tv del servizio pubblico svizzero sulla incapacità da parte di “Roma” di risolvere il problema, strumentalizzando la naturale e comprensibile tensione dei nostri lavoratori frontalieri costretti ancora una volta a sobbarcarsi disagi e sacrifici. Decidiamo con i vertici regionali e lo stesso ministro che l’unico modo per rispondere alle critiche è portare i fatti. Quindi testa bassa e al lavoro. A fine anno arriveranno i primi frutti. Come per la 337 della Valle Vigezzo, per la quale parte finalmente la conferenza dei servizi per impiegare i 70 milioni stanziati per l’allargamento tra Re e il confine.

MAGGIO
Maggio è un mese importante per i nostri frontalieri. Nella cosiddetta “manovrina” passa un mio emendamento, che porta due novità positive. Anzitutto, si stabilisce che la tassazione di tutte le prestazioni pensionistiche -compreso il “secondo pilastro”- corrisposte da enti o istituti svizzeri nei confronti di frontalieri in quiescenza dovranno essere tassate al 5%, mettendo fine alla confusione attuale che rischiava di scaricare oneri fiscali molto più pesanti sugli ex frontalieri. E inoltre, con il mio emendamento si stabilisce anche l’esonero dall’obbligo di dichiarare in Italia i conti correnti detenuti all’estero esclusivamente per l’accredito degli stipendi  o di altre competenze lavorative. Un risultato importante, al quale siamo arrivati anche grazie al lavoro sul territorio -penso al tavolo provinciale per il frontalierato o a incontri come quello del 28 aprile a Domodossola con l’Unia Alto Vallese- che ha evitato il rischio che alcune sezioni provinciali delle Agenzie delle Entrate agissero di testa propria, andando in altra direzione rispetto a quanto giàstabilito dal legislatore in occasione della “voluntary disclosure”.

GIUGNO
Due importanti appuntamenti segnano il mio lavoro di questo mese. Il 14 alla Camera, nella cornice di una sala Aldo Moro gremita, presento ufficialmente “Piccole Italie”. Coordinati dal caporedattore del Tg1, Piero Damosso, portano il loro contributo Ettore Rosato, Ermete Realacci, Catiuscia Marini, padre Francesco Occhetta, Giuseppe De Mita, Luigi Bobba e Maria Elena Boschi. Finalmente il tema dei territori, delle aree interne e dei piccoli comuni esce dallo scantinato della politica, dalla retorica di un conservatorismo compassionevole e dalla lente sfocata e ipocrita dei “costi della politica”. L’editore Carmine Donzelli, introducendomi, mi lusinga: “Questo non è un libro di chiacchiere, ed oggi ve ne sono fin troppe. E’ un libro di idee e di proposte basate su una rigorosa analisi”. Pochi giorni dopo, approviamo in aula la riforma dei Parchi, della quale sono relatore. Sarà purtroppo un canto del cigno, perchè complice l’ingorgo parlamentare di fine legislatura e un ostruzionismo di un ambientalismo conservatore e ideologizzato che alberga tanto in Mdp/Sel che nei 5 stelle il provvedimento non diventerà legge. Ma alcune norme che noi introduciamo (l’istituzione dei Parchi Nazionali di Portofino e del Matese, l’allargamento dell’area marina di Otranto, e soprattutto il finanziamento per 30 milioni del piano triennale degli investimenti nelle aree protette per il quale mi batterò direttamente) verranno poi messe in sicurezza nella legge di bilancio a fine anno, aprendo comunque una nuova pagina per i Parchi italiani. Che la prossima legislatura -spero- potrà definitivamente scrivere.

LUGLIO
Il mese si apre con un lavoro parlamentare i cui frutti germoglieranno a fine anno: con una mozione predisposta insieme con altri colleghi democratici, la Camera impegna formalmente il governo a risolvere il problema del finanziamento delle funzioni fondamentali delle province. E’ quanto avverrà in sede di legge di bilancio, a dicembre. E’ anche il mese della conversione in legge del decreto “banche” che consente l’inglobamento di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza in Intesa San Paolo. Incontriamo le associazioni dei risparmiatori e degli azionisti truffati, e alla fine nasce un provvedimento che assicurerà la sicurezza di tutti i correntisti, degli obbligazionisti senior e dei quasi 10.000 dipendenti, prevedendo anche un ristoro per gran parte degli obbligazionisti subordinati e aprendo la porta per la creazione -con successiva legge di bilancio- di un fondo per i risparmiatori truffati, che per ora ha una dotazione di 50 milioni. Ora, però, anche altri organi dello Stato devono fare la loro parte: per questo con un ordine del giorno abbiamo impegnato il governo a potenziare gli uffici giudiziari interessati, affinchè sia fatta luce sui responsabili e siano recuperati beni illecitamente sottratti alle banche per ristorare gli aventi diritto e i truffati in buona fede.
Luglio si chiude con un’altra soddisfazione: un provvedimento che ho seguito personalmente, il tema dell’accorpamento della proprietà fondiaria “dormiente” a fini produttivi, viene inserito dal ministro De Vincenti nel “decreto Sud” e diventa legge per buona parte del Paese. Un’altra importante riforma per i nostri territori, e per la loro riconversione produttiva.

SETTEMBRE
E’ il mese -per la mia attività parlamentare- più importante dell’anno, e penso della intera legislatura. Il 29 settembre, dopo tre legislature infruttuose, finalmente con il voto quasi unanime del Senato la legge per i Piccoli Comuni -di cui sono stato co-presentatore con Ermete Realacci  e co-relatore con Tino Iannuzzi e Antonio Misiani) diventa legge della Repubblica. Il Presidente Mattarella saluterà con favore  questo passaggio pochi giorni dopo, parlando all’assemblea dell’Anci di Vicenza, e addirittura il tema verrà pubblicamente apprezzato da Papa Francesco in una udienza in Vaticano coi vertici dell’Anci. Molti commentatori, intervenendo sui principali media nazionali, descrivono questa legge come una pagina di bella politica. “Avvenire” definirà “storica” la legge “perchè lo Stato torna a farsi soggetto garante della scelta di vivere in un piccolo Comune e crea (deve creare!) le condizioni per renderlo possibile. E’ storica perchè all’Europa delle rigide regole di bilancio manda a dire che si può anche ben vivere (senza scialacquare)a dispetto dei numeri. E’ storica perchè è testardamente e civilmente italiana”. Mi ci ritrovo, in questa definizione.

OTTOBRE
Ottobre è il mese dove il “successo” del libro “Piccole Italie, unito alla recentissima approvazione della nuova legge sui piccoli comuni, mi portano a scarpinare in diverse parti d’Italia: Terni, Reggio Emilia, Castelnuovo nei Monti, Arquata del Tronto (sui luoghi del terremoto, per discutere di ricostruire il lavoro in montagna), Pontestura, Aielli, Pescara, sono alcune delle tappe segnate in agenda. In un mese che ci “regala” un’altra legge importante per il territorio, quella sui domini collettivi che approviamo definitivamente il 31 ottobre alla Camera. In mezzo a questa corsa, l’impegno per la definizione della Strategia Energetica Nazionale -SEN- che vede il governo recepire diverse istanze avanzate da noi del Pd, l’incontro con le autorità locali per la problematica relativa al passaggio di proprietà delle “Terme di Crodo” e dei loro prodotti (Crodino escluso), e il lavoro -insieme con Stefano Costa e Aldo Reschigna, in raccordo con i sindaci interessati e il Prefetto- per risolvere l’ennesima emergenza da frana, che capita il 7 ottobre in Valle Cannobina e sui cui riusciamo a trovare un meccanismo di anticipazione da parte della Regione Piemonte di Fondi statali FSC che verranno erogati nel 2018 per consentire l’immediato avvio delle opere di bonifica e intervento del versante da parte della Provincia del VCO.

NOVEMBRE
Il mese di novembre inizia con l’assemblea nazionale dell’Uncem a Bologna, chiusa dal ministro dell’ambiente Gianluca Galletti. Un’assise partecipata e ricca, che si lascia alle spalle gli anni  della difficoltà per aprire una nuova stagione di protagonismo degli enti locali montani italiani dopo una legislatura di grandi riforme come questa. Passano pochi giorni, e guido a Bonn la delegazione parlamentare italiana della Camera alla COP 23, la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul Clima. Vedo in presa diretta intervenire Merkel e Macron, e capisco perchè essi hanno assunto un ruolo di guida in Europa. Mi sembra naturale che al fianco di queste nazioni vi sia l’Italia, e spero che le prossime elezioni ci consegnino una leadership italiana non azzoppata nè anti-europeista, altrimenti scivoleremo nella coda delle nazioni protagoniste della nuova economia del “Climate change”.
Novembre è anche il mese in cui Poste Italiane Spa vengono alla Camera e finalmente virano di 180 gradi la loro politica di dismissione di uffici e servizi: con soddisfazione leggo nei loro documenti che ciò è avvenuto “in applicazione dei disposti della nuova legge n° 158/2017 sui piccoli Comuni”.
Soddisfazione anche per l’inserimento nel decreto fiscale della detrazione d’imposta a favore degli studenti universitari nelle zone montane.
Il mese si chiude col botto: Matteo Renzi -accompagnato da Maria Elena Boschi- chiude il suo “tour” italiano di “Destinazione Italia” in Piemonte, dedicando la tappa del Verbano Cusio Ossola alla montagna e ai piccoli comuni, e visitando il borgo antico di Vogogna dove nel “nostro” Castello Visconteo incontriamo la comunità locale del VCO. Qui Matteo rilancia il tema dell’umanità e della identità dei territori per il Paese: una chiave di lettura importante, che a mio avviso sarà decisiva per sconfiggere il populismo a marzo.

DICEMBRE
L’anno termina -e con lui la XVII legislatura- con il “consueto” lavoro sulla legge di bilancio. Alla quale si aggiungono, questa volta, due rilevanti novità. Anzitutto, l’importante delibera del CIPE con la quale il 22 dicembre si stanziano 60 milioni di fondi statali a favore della Regione Piemonte come quota di co-finanziamento per il nuovo ospedale del VCO, 25 milioni per il primo lotto della sistemazione della Strada Statale del Lago Maggiore, e 40 milioni per i disalvei e la lotta al dissesto idrogeologico in Piemonte. E poi la firma, avvenuta a Palazzo Chigi, sul bando “periferie” che ufficializza lo stanziamento a favore della Città di Verbania di 8 milioni di euro grazie ai quali finalmente sblocchiamo la “Salerno-Reggio Calabria del VCO”, ovvero il MoviCentro della stazione di Verbania Fondotoce consentendone il completamento. Sul versante della legge di bilancio, numerosi provvedimenti positivi, seguiti direttamente: la messa in sicurezza finanziaria delle province (con 1 miliardo e 650 milioni in tre anni per viabilità e sicurezza strade), l’aumento del fondo per lo sviluppo dei piccoli comuni, lo sconto fiscale del 36% per il verde urbano che darà lavoro ai nostri floricoltori e vivaisti, l’aumento del fondo per il Soccorso Alpino, l’incremento dei fondi per le aree interne e per le scuole in montagna,  lo sconto fiscale per gli investimenti negli stabilimenti termali, lo sblocco del turn-over nei piccoli comuni, l’obbligo per Poste di consegnare i pacchi nei territori montani, lo stanziamento di 1 miliardo e 200 milioni per il dissesto idrogeologico nelle regioni del centro-nord, gli sgravi fiscali per i piccoli apicoltori montani, la sostituzione della plastica nei “cotton fioc” con materiale biodegradabile, il fondo di 50 milioni per le scuole innovative nelle aree interne, le misure sugli eco-bonus, il finanziamento di 30 milioni per il Piano Triennale delle Aree Protette a favore dei parchi nazionali e regionali.
E molti altri ancora, che avremo poi tempo e modo di illustrare.
La chicca finale arriva con la nuova legge forestale, appena scodellata dal Consiglio dei Ministri e che vareremo definitivamente a gennaio.
Perchè il 28 dicembre le Camere sono state  sciolte dal Presidente, ma non significa che si va in ferie. Dal 9 di gennaio siamo nuovamente convocati, e in commissione affronteremo -per l’appunto- il nuovo codice forestale.
Che, per la cronaca, sarà il sedicesimo provvedimento legislativo di cui sono relatore e che “accompagneremo” sulla Gazzetta Ufficiale, aprendo una nuova stagione per il patrimonio forestale nazionale".

 

 

 

 

 

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