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corta valerio cattaneo

DOMODOSSOLA- 30-06-2015- Mancano sette giorni esatti alla data in cui il presidente Sergio Chiamparino avrebbe deciso di dimettersi, qualora il Tar accogliesse i ricorsi per le firme false che sarebbero state usate per le liste che lo hanno sostenuto in campagna elettorale. In questi giorni le voci e le indiscrezioni giornalistiche da Torino si rincorrono, sembra che i vertici del Pd, Renzi in testa, stiano facendo pressing perchè il governatore del Piemonte resista in sella, visto che l'esito delle potenziali elezioni resta, malgrado un vento sempre a favore del centrosinistra, pur sempre un incognita. Perdere il Piemonte significherebbe consegnare l'intero nord Italia al centro destra. Dall'altro ci sono le risolute dichiarazioni di Chiamparino, che sembra deciso a non farsi cuocere a fuoco lento da stampa ed avversari politici, e che preferirebbe ricandidarsi, magari con qualche modifica nelle liste sue e degli alleati. Vedremo presto cosa succederà, la decisione è molto attesa nel Vco perchè le dimissioni del Governatore riazzererebbero tutti i discorsi legati alla sanità. Nel frattempo l'ex presidente del consiglio regionale Valerio Cattaneo, ad un anno dall'insediamento della nuova giunta, scrive una lettera di auguri in cui analizza quanto sinora realizzato dal centro sinistra:

“Il 30 giugno di un anno- scrive Valerio Cattaneo- fa s’è insediato il nuovo Consiglio regionale della legislatura con Sergio Chiamparino presidente. È l’occasione per tracciare un bilancio e confrontare quanto promesso, annunciato, detto e fatto.

Nel programma si dicevano chiaramente alcune cose.

Non aumenteremo le tasse. Poi, d’improvviso e con effetto addirittura retroattivo al 2014, sono schizzati al massimo bollo auto e addizionale Irpef.

Diminuiremo gli stipendi dei politici adeguandoli allo stipendio del sindaco di Torino. Piero Fassino, che percepisce 5.210 euro lordi (fonte: sito del Comune di Torino). Risultato: oggi l’indennità di un consigliere regionale è di 9.990 euro più l’indennità di funzione (ad esempio: per Chiamparino 2.430 euro al mese, Reschigna e Saitta 1.800), più l’indennità di fine mandato (29.700 euro dopo cinque anni). Con l’abolizione per legge del vitalizio i consiglieri si trovano in tasca 1.000 euro lordi in più al mese. Come diceva Totò: è la somma che fa il totale… Quindi i conti delle promesse non tornano.

Continueremo a difendere la sanità. La prima decisione, presa senza confronto con il territorio, è stata chiudere un Dea e quindi penalizzare la gente nel momento più critico della malattia: il momento dell’emergenza-urgenza. Verrà chiuso anche il Pronto Soccorso di Omegna. Non è ancora stato risolto il problema dell’Emodinamica, che a dispetto delle proteste di quando il centrosinistra era all’opposizione urlando “deve rimanere aperta h. 24”, è aperta a giorni alterni e, quindi, si potrebbe rischiare di morire quando è chiusa. Il Coq di Omegna gestito dalla società mista pubblico-privato, non è stato stabilizzato e quindi c’è profonda incertezza sul suo futuro. È stato promesso un progetto di sanità territoriale che non risolve i problemi, al momento è solo sulla carta, non ha risorse e anche se si facesse, logicamente non potrebbe mai sostituire nella fase di emergenza-urgenza il Dea che verrà chiuso.

Ricostruiremo il porto di Verbania. C’erano stati incontri e proposte. È già passato un anno… Attualmente rimangono i rottami galleggianti sui quali crescono le piante e nidificano i gabbiani. Sono rimasti a terra i rimasugli di polistirolo e pezzi delle banchine, non c’è nessuna prospettiva concreta per il futuro, tant’è che già si parla autorevolmente di un intervento solo dei privati. Buona idea, condivisibile, ma di difficile attuazione in un momento di grave crisi economica.

Contribuiremo per il Giro d’Italia. Era stato annunciato dal sindaco di Verbania che i costi per l’arrivo della corsa li avrebbe pagati in parte la Regione. Fino a prova contraria non è arrivato un centesimo.

Non taglieremo i servizi. Infatti l’ARPA del Vco con sede a Omegna ha già chiuso, i laboratori sono stati smantellati e il territorio che più si pregia dei primati ambientali resterà senza laboratorio e dipartimento. E ormai parrebbe inevitabile la chiusura degli uffici periferici del Centro per l’impiego.

Daremo finalmente l’autonomia al Vco. Qualche nuovo spot, annunci, un disegno di legge minimal approvato, una proposta più radicale che viene tenuta in un cassetto. La verità è che a oggi non c’è niente di concreto perché l’unica vera autonomia sono i soldi dei canoni idrici che un tempo, magari in misura differente di anno in anno, qualche volta in ritardo, ma arrivavano nel Vco (ad esempio, nel primo anno di Cota, 2010, furono stanziati 3 milioni di euro dopo che la giunta Bresso li aveva azzerati dal 2009). Ora restano saldamente nel bilancio/portafogli della Regione, a Torino. L’autonomia senza risorse garantite è una patacca.

Infine, richiamando le note e triste vicende della raccolta firme per le elezioni regionali dell’anno scorso, si ha ben più che un’impressione che una buona parte di coloro che hanno contribuito alla gogna mediatica del “caso” Giovine per mandare a casa la giunta Cota e il centrodestra in anticipo, abbiano avuto bene le mani in pasta e gravissime responsabilità (almeno politiche). Ma di questa doppia morale della sinistra siamo ormai abituati, come della loro doppia fortuna, diciamo così! Vedremo se il Tar il 9 luglio confermerà la gravità di questi illeciti e che cosa farà veramente Chiamparino. Cioè se questa volta lui, da persona seria e corretta qual è – e gliene do atto anche per la stima personale che ho – saprà ragionare differentemente dal suo partito e da chi, sempre per la famosa doppia morale, è più attaccato alle poltrone. Se lo farà, e credo di sì, chapeau! Se non lo farà, vorrà dire che leggeremo un’ulteriore pagina di un partito, che anche per responsabilità del centrodestra è senza opposizione, sempre più prepotente, preminente, e che antepone sempre il parlare di se stesso e dei suoi problemi rispetto ai problemi del Paese, della Regione e qualche volta del Vco.

Buon compleanno, Regione. Nonostante tutto.

Valerio Cattaneo – già presidente del Consiglio regionale

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