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VILLADOSSOLA – 7-01-2018 – Il parroco di Villa, don Massimo Bottarel,

esprime forte preoccupazione per il rischio della perdita della fede cristiana a Villadossola. “Nel 2017 abbiamo battuto ogni record negativo: 10 battesimi e 34 nati – scrive nel foglietto domenicale di oggi che ricorda nel vangelo l'episodio del Battesimo di Gesù - su circa 6800 residenti. Un ulteriore segno dell’allontanamento dalla fede cristiana di molte persone che non ritengono neanche più necessario il battesimo dei loro figli”. La preoccupazione del parroco è che quest’onda arrivi anche al catechismo e agli altri sacramenti, l’Eucarestia e la Confermazione. “Questo significherà – prosegue il parroco - che tantissimi non sapranno più chi è Dio e come rivolgersi a Lui. Non sapranno più chi è Gesù, festeggiando il Natale con Babbo Natale e l’albero, senza Messa (neanche a Natale, come abbiamo notato qualche giorno fa…) e senza presepio. Non conosceranno più né l’Ave Maria né il Padre Nostro e non sapranno neanche farsi il segno della croce. Si sta andando sempre più verso una religione “naturale”, verso un sentimento religioso non educato dimenticando la “rivelazione” di Dio, cioè un Dio che si fa conoscere, che vuole essere conosciuto dall’uomo e che quindi si mostra, si manifesta. I sacramenti, gesti in cui Dio si fa vicino all’uomo fino a toccarlo, fino a “farsi mangiare” non sono più considerati”.

Il parroco si chiede infine “Cosa possiamo fare, noi cristiani, di fronte a tutto ciò? Come ci stiamo attrezzando per far conoscere Gesù Cristo a coloro che non ne hanno sentito parlare prima? E prima ancora: come vivere la nostra fede in un mondo che ci guarda con diffidenza, È la grande sfida che ci attende nei prossimi decenni. Come far capire la grandezza della grazia che abbiamo ricevuto: non un Dio sconosciuto, che non si sa come avvicinare, magari indifferente o vendicativo, ma un Dio che ci parla, che si fa vicino a noi, che nasce per noi e muore per noi. Un Dio che è pronto a prenderci come figli.

È ciò che di più grande abbiamo ricevuto dai nostri padri e come vorremmo che i nostri figli e nipoti potessero goderne pienamente”.

Mary Borri

 

 

 

 

 

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