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buca superstrada gen 18

OSSOLA- 10-01-2018- Soldi per costruire ex novo un ospedale “in montagna” ma non per quegli interventi sulle strade che sono diventati davvero indispensabili. Sono critici, in un comunicato stampa i consiglieri provinciali della lista "La Provincia per il Territorio" Luigi Spadone, Fabio Basta e Mario Geraci: “Un rialzo delle temperature, un po' di pioggia e la superstrada, che di super non ha nulla se non le buche da record, ritorna a far parlare di sé e lo fa nel peggiore dei modi quale biglietto da visita e specchio di un territorio (ma ahinoi anche di un Paese, essendo immediatamente al di là della Confederazione Elvetica) ormai abbandonato in toto a se stesso- così Spadone, Basta e Geraci- siamo sempre più convinti, lo abbiamo ribadito costantemente in Consiglio provinciale, che il limite è stato passato da tempo e che sono necessarie azioni forti, concrete ed eclatanti che non possono tradursi nel semplice invitare sul territorio questo o quel politico e da questi sentirsi raccontare le solite promesse che, alla prova dei fatti, reggono al pari dell’asfalto della SS 33.
Non se ne può più di strade fatiscenti e pericolose. E questo mentre si stanziano risorse importanti per un ospedale su una montagna, i cui costi per la sola via di accesso e per il parcheggio sono poco lontani da quelli necessari per la totale risistemazione della nostra superstrada che, al pari della SS 337, della SS 34 e dello svincolo in direzione nord di Baveno fanno parte di progetti – a volte ci si dice già finanziati – ma comunque ancora al palo.
Ospedale e strade: capitoli diversi e finalità diverse, certo, ma sempre di soldi pubblici si tratta.
Così come sono pubblici i soldi spesi ogni primavera sulla SS 33 per rattoppi a spot che nulla risolvono. Probabilmente la somma economica degli interventi susseguitisi negli anni (il più delle volte ripetuti nello stesso tratto di strada) darebbe un totale poco diverso rispetto a quello di un unico intervento, risolutivo se seriamente programmato.
Ma si sa che la finanza pubblica ha regole strane: si finanziano più interventi susseguenti piuttosto che uno unico con costi maggiori e risultati pessimi.
Non diversa la situazione delle strade provinciali che dimostrano la mancanza di manutenzione per carenza di risorse: anche per questo non abbiamo votato il piano di rientro di recente approvato dal Consiglio provinciale, sostenendo la necessità di atti a forte valenza, quali le dimissioni di massa. Si tratta di un piano che pareggia solo se da qui al 2024 non verranno previsti interventi di manutenzione viaria. Sostenibile forse contabilmente, ma certo non sostenibile dal punto di vista dei cittadini”.

 

 

 

 

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