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corta strage tunisia

SOUSSE- 30-06-2015- “Andavo tutti i giorni a fare il bagno in quella spiaggia,

a pochi metri dal luogo della strage. Sarà difficile ora ritornarci”. A parlare un ossolano, che chiede l'anonimato, che da pochi mesi, raggiunta la pensione, ha deciso di trasferirsi in Tunisia: “Ho affittato una villa a poche centinaia di metri dai due alberghi dove hanno sparato- spiega- sinora non c'erano mai stati problemi, siamo una comunità d'italiani abbastanza numerosa, ora invece due famiglie hanno deciso di ritornare in Italia. Il giorno della strage fortunatamente ero andato via da Sousse per un impegno, ma di solito alla mattina presto sono sempre nella spiaggia pubblica a fianco ai due resort”. L'ossolano si è trasferito in Tunisia dallo scorso autunno: “La vita costa meno- spiega- molto meno, ed il clima è migliore, a marzo ho fatto il primo bagno. Ho un veloce accesso ad internet, vedo la tv italiana, leggo i siti d'informazione, la vita qui scorre lenta, ci troviamo tra italiani, andiamo al mercato a fare la spesa, facciamo cene, andiamo in spiaggia. Certo non pensavamo che ci potessero essere attentati. Anche dopo l'attentato del Bardo, a Sousse, per quello che abbiamo potuto vedere noi, nulla ci faceva sospettare dell'estremismo. Ho preso taxi, girato per le vie della città, al mercato, nei locali, mai nessuno mi ha detto nulla perchè ero italiano. Certo anche qui se te le vai a cercare, di notte magari vai in qualche quartiere malfamato, qualcosa ti può succedere, però nulla ci faceva pensare ad una strage. Loro sono molto religiosi, viene prima di tutto, ed in questi giorni c'è il ramadam, che per noi che osserviamo è interessante dopo il tramonto del sole, quando in fondo tutto si trasforma in una festa, che dura un mese, in cui però di giorno si digiuna. Resterò in Tunisia, se poi le cose dovessero peggiorare allora tornerò in Italia”.

 

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