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corta comune domo

DOMODOSSOLA- 01-07-2015- Una cittadina domese inizia una “protesta economica”, appellandosi alle leggi e scrivendo al sindaco perchè l'aiuti a pagare le bollette e le tasse ed a trovare un lavoro: “Non sono razzista- spiega al telefono- ma vedo tanti aiuti ad altri prima che a noi italiani, e questo non è giusto. Chiedo solo aiuto per pagare le utenze di casa e le tasse, ho il fisico malato, sono stata sottoposta ad interventi, e devo ancora recuperare la salute dall'ultimo. Non ho un lavoro, non riesco a trovarne adeguato al mio fisico, per questo ho scritto al sindaco.

Ecco la sua lettera:

“Mi chiamo,(omissis) invalida civile e disoccupata, dichiaro apertamente di non riuscire più a pagare, tutte quelle tasse che lo Stato mi chiede. Mi appello ai principi dello stato di necessità e della capacità contributiva proporzionale al proprio reddito, stabiliti rispettivamente dagli Art. 54 c.p. e 53 Cost. per legittimare il mio rifiuto categorico di continuare a contribuire, attraverso le tasse, alle spese per il mantenimento dei privilegi della classe politica che ci governa, vera protagonista di questa crisi economica.
Con le loro scelte hanno scaricato le proprie responsabilità verso le categorie più deboli. Tassa dopo tassa ci hanno portato allo stremo e oltre, spesso inducendomi a pensare seriamente al suicidio. E questa è l’accusa maggiore che faccio ai nostri governanti: induzione al suicidio. In questi anni ho cercato di pagare le bollette, che sono quadruplicate, ho cercato di pagare le tasse comunque quadruplicate. Di conseguenza ribadisco apertamente di non poterne più pagare ulteriori: non sono una delinquente, non sono una ladra e non voglio essere un evasore, ma davanti a una politica che continua insensatamente a mantenere privilegi e costi sproporzionati, vergognosi e irrispettosi nei confronti di tutti i lavoratori di questo Paese, inizio questa protesta economica appellandomi ai due sopracitati principi:

Art. 54 co.1 del Codice Penale: stato di necessità. Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo. Il vertiginoso e incontrollato aumento delle tasse produce un danno grave mettendo in pericolo soprattutto il mio futuro.

Art.53 co.1 della Costituzione italiana: tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Io non ho entrate per pagare tutte queste tasse e bollette, non avendole vuol dire che c’è qualcosa nei conti dello Stato che non funziona e quindi essendo cittadino italiano esigo che lo Stato si faccia garante della mia condizione familiare. In questi ultimi tempi mi sono recata tre volte ai Servizi Sociali non ottenendo nulla. Mi è stato offerto un “lavoro socialmente utile” non consono all’allora mio stato di salute tenendo conto di un verbale di invalidità datato 23/01/2004 ( da allora ne sono cambiate di cose e la situazione non è di certo migliorata) e sentendomi anche molto presa in giro Ho anche chiesto di presentare documentazione medica recente ma non è stata reputata necessaria. Le bollette sono in scadenza a fine mese e le possibilità di pagarle non le ho.

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