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DOMODOSSOLA- 27-01-2018- Anche a Domodossola, come in molte altre città del resto d' Italia, si è celebrata stamattina alle ore 10,30 l'annuale cerimonia del giorno della memoria. L'evento si è svolto davanti alla fontana della pace di piazza vittime dei lager nazifascisti. Esattamente il 27 Gennaio del 1945 le armate sovietiche entravano nel terribile campo di concentramento e sterminio di Auschwitz, rivelando così per la prima volta al mondo intero le più tragiche e vili atrocità che le SS Tedesche avevano perpetrato a Ebrei,zingari, omosessuali od oppositori del regime totalitario di Adolfh Hitler. Tra le autorità presenti alla manifestazione il sindaco di Domodossola Lucio Pizzi e in rappresentanza della provincia del VCO, il consigliere Fabio Pizzicoli. Pizzi ha sottolineato "come oggi siamo qui tutti noi per ricordare tutte le vittime innocenti, civili, militari, uomini, donne e bambini che subirono durante il secondo conflitto mondiale nei campi di sterminio tedeschi. I non molti sopravvissuti che ritornarono dovettero convivere a lungo con i loro personali incubi,popolati di mostri che li perseguitavano anche nelle ore di riposo notturno. Per combattere i mostri e per evitare che essi riappaiano dobbiamo coltivare la memoria, tramandandola di generazione in generazione, in un mondo attuale così pieno di sciagure ed ingiustizie, come ha ricordato giustamente nelle sue prime parole la neo- Senatrice a vita Lilliana Segre. Grazie a questa mirabile scelta del Presidente Mattarella possiamo trovare nuova linfa nella coltivazione della memoria". Oratore ufficiale della manifestazione è stato il professore e scrittore Raffaele Fattalini, che in un discorso molto incisivo iniziante con le ultime frasi del celeberrimo testo " se questo è un uomo" di Primo Levi, ha ricordato come " si stimi che siano stati almeno 40.000 i  militari iIaliani deportati nei lager Nazisti dsopo l'armistizio firmato l'8 settembre del 1943. I Nazisti promettevano la salvezza a chiunque fosse passato dalla loro parte; ma soltanto uno su 100 fece tale scelta.Tutti gli altri, anche chi non fu internato, combatterono per liberare la propria Patria da coloro che, da ex alleati, divennero all'improvviso carnefici, rastrellando e ammazzando o torturando persone totalmente innocenti. Uno storico affermava tempo fa che la storia viene fatta dai vincitori. Io, personalmente,sono dell'idea che la storia non debba menzionare solo i vincitori ma anche gli sconfitti, perchè se no oggi non saremo qui a  ragionare su quell'orrore abominevole che è stato l'Olocausto". Nella sua orazione il professor Fattalini non ha mancato di citare alcune testimonianze di ex internati Ossolani, fra cui quella del Domese Luigi Boghi, contenuta nel libro "il prezzo di una capra marcia" scritto da Paolo Bologna.

 

Testo, foto e video di Alessandro Velli

 

 

 

 

 

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