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gallo bernardino coop nero

DOMODOSSOLA- 28-01-2018- In attesa di avere i candidati dei vari partiti alle prossime elezioni politiche Bernardino Gallo, per Sos Ossola, esprime una critica al metodo usato dai partiti per individuare i candidati: “Entro questa sera di ultimo lunedì di gennaio 2018- spiega- terminerà la guerriglia delle candidature alla Camera e al Senato delle prossime elezioni del 4 marzo. Se ne sono viste di tutti i colori, altro che primarie, trasparenza, coinvolgimento popolare o forme minime di democrazia dal basso. Tutto si sta calando dall’alto con senatori e deputati che saranno sostanzialmente dei nominati dai vari Berlusconi, Salvini, Meloni, Renzi, Grasso, Di Maio, tanto per citarne i principali di questa banda del buco, (banda del buco nel senso di ladri di democrazia).

I vari leader stanno nominando quelli che valutano come ultra fedelissimi e lasceranno a casa persone di un notevole spessore politico ma con notevole autonomia di pensiero. Faccio un esempio che vale per tutto gli altri, quello del PD con il siluramento del senatore Luigi Manconi, intellettuale e paladino dei diritti dei soggetti più deboli e dell’onorevole Ermete Realacci, presidente uscente della commissione ambiente con notevole esperienza su tale tema oltre a difensore vero dei piccoli comuni, quindi delle periferie e della montagna.

In questo quadro le elettrici e gli elettori, per la scelta di deputati e senatori, conteranno come il famoso due di picche con briscola di altro seme. Tra l’altro assolutamente impossibile la X del segno croce per le preferenze sui candidati e ci faranno ritornare al periodo precedente alla vecchia prima elementare, quando nei primi mesi si scrivevano solo le inutili aste prima di imparare a fare le lettere. Infatti, la X si metterà solo sul simbolo del partito e non sui candidati del proporzionale che avranno la precedenza nell’ordine di presentazione in caso di assegnazione di seggi.

Una caratteristica generalizzata di decisionismo di vertice che riguarda tutti, ma proprio tutti anche quelli della nuova, ma anche antica e vetusta, sinistra di Piero Grasso. Per questo eccessivo centralismo c’è anche con scarsissima attenzione alle periferie e alla montagna come dimostrato dalle innumerevoli ed eccessive candidature catapultate nei collegi periferici.

Con queste premesse è arduo fare previsioni sulla possibilità di elezione di candidati dei territorio e di questa periferia dell’impero che è la provincia del Vco ove pare che nessuno sia capolista, nemmeno liste del Pd.

Su questo tema faccio una domanda ma non solo a me stesso: i candidati eletti in questo territorio, in questi ultimi anni, sia in Parlamento come pure in regione Piemonte, hanno fatto anche gli interessi dei cittadini del Vco, oppure molto fumo e niente arrosto? Hanno avuto un comportamento trasparente nelle loro azioni politiche e non solo? Si sono circondati di persone competenti oppure hanno preferito degli “yesman” nei posti istituzionali e di potere. Sono stati coerenti con le loro solenni affermazioni anche durante le partecipate manifestazioni popolari sulla questione della difesa degli ospedali esistenti.   La mia risposta è assolutissimamente no, e la vostra?”.

 

 

 

 

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