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tribunale verbania due
VERBANIA – 03.07.2015 – È stato aggiornato al 15 luglio 

ma preannuncia novità il processo per la morte di Marinella Conterio, la 78enne di Vogogna che il 31 gennaio 2013 fu investita accidentalmente dal furgone della nettezza urbana di ConSerVco e che, dopo il ricovero all’ospedale di Domodossola e il trasferimento a quello di Verbania, morì al “Castelli” il 14 marzo per “insufficienza multiorgano in stato settico”.

Al momento a giudizio c’è solo Rosario Rodi, l’autista del mezzo, l’uomo addetto alla raccolta porta a porta nell’abitato di Vogogna. Per lui il pubblico ministero Guido Dell’Agnola ha chiesto la condanna a un anno, ma anche chiesto che il giudice Raffaella Zappatini invii gli atti alla Procura per individuare e perseguire i medici e i sanitari della Chirurgia verbanese che la curarono a Verbania tra il 6 e il 14 marzo. Secondo l’accusa ci fu un comportamento negligente tale da determinare il concorso nell’omicidio colposo.

Oggi in aula a Verbania ha parlato anche l’avvocato Maria Grazia Medali, che sostiene la difesa di Rodi e che ha rigettato le tesi del pm. L’incidente, ha detto, fu causato anche dalla negligenza dell’anziana, che era solita gettare i rifiuti nel cassonetto dalla finestra dell’abitazione quando udiva il rumore del mezzo in arrivo. “Quel giorno – ha spiegato – la signora si nascose per non farsi vedere dall’operatore, che l’aveva già ripresa per il modo in cui conferiva i rifiuti”.

L’accusa ha portato come prova a carico dell’imputato il mancato funzionamento dell’avvisatore acustico – i fili elettrici erano tranciati – che non avrebbe avvisato la donna dell’arrivo del furgone. Per la difesa si possono essere recisi nell’impatto e, comunque, chiuso all’interno, con il motore acceso e con il “cicalino” interno in funzione, Rodi non avrebbe potuto accorgersi di nulla.

L’avvocato Medali ha anche insistito sulle difficoltà pratiche in cui avviene la raccolta rifiuti nelle vie del centro di Vogogna, dove lo spazio di manovra è assai limitato e, come nel caso dell’incidente, si viaggia anche in retromarcia.

Circa le condizioni mediche della signora Conterio una volta ricoverata, è stato accertato che fino alle dimissioni dal “San Biagio” di Domodossola il quadro clinico era in miglioramento, tanto che si stava iniziando a programmare la fisioterapia. All’arrivo nulla Chirurgia del “Castelli” di Pallanza si sono aggravate, anche a causa di due infezioni le quali, secondo i consulenti tecnici, sono state quantomeno concausa del decesso.

L’udienza è stata aggiornata al 15 luglio per le repliche e la sentenza. Le parti civili, i familiari dell’anziana vogognese, sono già stati risarciti in precedenza e, quindi, non si sono costituite.

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