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corta borghi comune

DOMODOSSOLA- 18-07-2015- Non le gestanti, ma le equipe. L'idea è quella che siano i medici a “girare” tra gli ospedali,

facendo per qualche giorno alla settimana esperienza negli ospedali dove si fanno alti volumi di interventi (ad esempio Novara ndr.), per poi garantire con la loro esperta presenza la qualità del servizio negli altri giorni della settimana in Punti nascite di montagna come quello ossolano, o sotto i 500 parti annui come quello di Verbania. Insomma non deve essere l'Ospedale a fare i 500 perti annui, ma il medico. E deve essere certificato, in maniera da garantire all'asl di offrire un servozio qualitativamente alto. Questa la possibilità per mantere aperti alcuni Punti Nascite, tra cui quello di Domodossola, alla luce dell'apertura fatta dal Governo dopo l'azione svolta dall'Intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna guidato dal deputato Ewnrico Borghi, che stamane ha fatto una conferenza stampa in proposito: “Con il seminario di Trento del 9 febbraio scorso- ha spiegato borghi- abbiamo dimostrato come i paesi a noi confinanti il tema della sicurezza dei parti è sviluppato certificando gli operatori medici, con flessibilità e innovazione nelle forme del servizio.Noi siamo abituati a non apprezzare il lavoro fatto sul territorio, vi assicuro che il caso di Domo e del suo Punto Nascite è stato guardato con attenzione ed anche un poco di invidia da tutti, il Country pediatrico ci permette di partire con una organizzazione flessibile che altri non hanno, abbiamo le condizioni tecniche per garantire la sicurezza in virtù della presenza di specialisti di anestesia, pediatria e neo natologia 24 su 24, altre realtà, ad esempio trentine e di Bolzano, non ce l'hanno, e' cronaca di questi giorni che ora alcuni Punti nascite si stanno indirizzando in questa direzione, sta facendo scuola, ed è un dato importante. Ora sarà la Regione, nell'ambito del suo programma di riforma della sanità e di bilancio, a vedere come e cosa fare. Anche le organizzazioni sindacali avranno una grande responsabilità, perchè significa modificare abitudini consolidate. C'è bisogno che ciascuno faccia la sua parte, la politica mi sembra che la stia facendo, abbiamo cambiato la norma a livello nazionale, e la Regione, in un quadro di finanza delicata, ha avviato la sperimentazione territoriale per la provincia del Vco specificatamente montana, ma tutti devono fare la loro parte. E' un mosaico che componiamo se ce buona volontà di tutti”. Borghi non ha voluto collegare la questione del mantenimento dei due punti nascite con la questione dei Dea sul territorio, anche se è evidente che la questione è collegata.

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