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CERTOSA DI PAVIA- 08-10-2018- Larga partecipazione, nel pomeriggio di sabato 6 ottobre, presso il centro culturale comunale di Certosa di Pavia per la presentazione della mostra documentaria intitolata “Ettore Tibaldi, medico sovversivo da Certosa alla Repubblica dell’Ossola” a cui ha fatto seguito una conferenza dedicata alla figura di questo grande antifascista, che partecipò alla lotta di liberazione e che nel dopoguerra fu sindaco di Domodossola e poi parlamentare.

Ettore Tibaldi, medico “sovversivo” perché repubblicano in tempi di monarchia e poi avversario della dittatura mussolinana, giunse a Domodossola nella seconda metà degli Anni Venti del XX secolo come primario di Medicina, dopo essere stato licenziato dall’Università di Pavia perché antifascista, esule in Svizzera e divenuto poi presidente della Giunta Provvisoria di Governo di quella che è stata poi chiamata la “Repubblica dell’Ossola”, di cui in questi giorni viene ricordato il 74° anniversario.

L’iniziativa, che ha idealmente collegato l’Ossola con il pavese grazie alle ANPI dei due territori, è nata per iniziativa di Piergiacomo Garlaschelli, la cui madre, Teresa scomparsa nei mesi scorsi, fu per molti decenni la governante di casa Tibaldi, conservando amorevolmente la casa con la biblioteca ed i documenti del Presidente della G.P.G. dei “quaranta giorni di libertà”.

Garlaschelli, insieme con la moglie Giovanna e l’aiuto dei figli, ha iniziato un lavoro di recupero e catalogazione del materiale documentario e fotografico contenuto nell’archivio di Ettore Tibaldi, una minima parte del quale è stato esposto nella mostra, promossa con l’apporto dell’Amministrazione comunale di Certosa di Pavia.

Materiale in gran parte inedito, che rende possibile gettare nuova luce sulla vicenda della “Repubblica dell’Ossola” e sui suoi protagonisti, grazie anche al carteggio che Tibaldi ebbe con personaggi come Rebora, Terracini, Alfredo Di Dio, senza contare i documenti riemersi dall’oblio del tempo, che vanno dalla carta di identità con cui sotto falso nome il medico riuscì ad espatriare in Svizzera, fino al mandato di cattura spiccato nei suoi confronti nell’autunno del 1943 e fortunatamente mai eseguito dai Carabinieri.

La conferenza ha visto in apertura il sindaco Marcello Infurna portare i saluti del Comune, a cui ha aggiunto quelli dei parlamentari e consiglieri regionali locali oltre che del Presidente della Provincia di Pavia, seguita da una riflessione del presidente dell’ANPI pavese Santino Marchiselli.

Tra i presenti anche Ettore Campari primo cittadino di Bornasco, paese vicino a Certosa dove nacque nel 1887 Ettore Tibaldi, ed il presidente dell’ANPI ossolana Gianfranco Fradelizio, oltre a rappresentanti di associazioni locali.

L’intervento di Andrea Pozzetta, storico all’università di Pavia, ha riguardato il periodo pavese della vita di Ettore Tibaldi dalla gioventù fino all’arrivo in Ossola, mentre lo studioso della Resistenza Pier Antonio Ragozza ha parlato dell’esperienza della “Repubblica” e del ruolo svolto dal Presidente nella G.P.G.

Infine l’emozionante chiusura fatta da Piergiacomo Garlaschelli, che ha ricordato la figura di Ettore Tibaldi che conobbe direttamente da bambino frequentandone la casa, riportando aneddoti e memorie legati anche all’Ossola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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