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DOMODOSSOLA- 10-08-2015- Sembra che da oggi i lavoratori a tempo determinato che lavorano

per la Cooperativa associata al Ciss saranno lasciati a casa, e quelli a tempo indeterminato avranno garantito il posto di lavoro solo sino a dicembre. La situazione sul riassetto dei servizi sociali ossolani è nel pieno della sua evoluzione, con alcuni comuni intenzionati a passare la gestione all'Unione Valli Ossola. E' evidente che l'incertezza di avere un appalto porta incsicurezza ai lavoratori che ora svolgono la funzione di Operatori per i servizi sociali. Sulla questione del Ciss interviene anche Soso ossola tramite il sup presidente Bernardino Gallo: Sulla questione“La situazione dell'assistenza alle fasce sociali deboli- spiega Bernardino Gallo- tra cui anziani, disabili, minori si delinea tragica anche per la torre di babele sulle proposte, ma soprattutto sui tagli ineluttabili anche per la divisione tra i sindaci ossolani. Soprattutto in Ossola, vi saranno molte più fasce di utenti che non saranno più assistiti! Facciamo qualche passo indietro. Il problema nasce dalla differenza della fonte dei fondi per la sanità, dalla fiscalità generale e l'assistenza, prevalentemente gravante sui comuni e, in parte sempre più decrescente, dallo Stato. In passato, nonostante che non vi sia soluzione di continuità tra assistenza e sanità, si è costruito un muro tra i due comparti con complesse procedure vere e proprie forche caudine. Altra questione è che a partire dai governi di centro destra, ma non solo, i fondi sono stati tagliati in modo draconiano arrivando a tagli di ben il 90%. Aggiungiamo le difficoltà dei comuni ai quali le risorse sono state ridotte e con vincoli di bilancio sempre più ferrei e la situazione è delineata con fosche tinte. Le soluzioni organizzative? Nel momento che si sono costituite le associazioni dei comuni, la strada maestra in Ossola è quella che se ne facciano carico loro, trovando la soluzione della loro frammentazione. Lo gestisca l'Unione più grande con convenzione con tutte le altre. Si eliminerebbe una struttura che è un doppione. L'eredità lasciata dalla Comunità Montana delle Valli Ossolane in termini di risorse e di personale, potrebbe essere più di una boccata d'ossigeno.Sono profondamente contrario ad una gestione unica a livello del Vco, per una serie di questioni: Innanzi tutto perchè il Vco, nonostante i negazionisti finti ciechi, è irrimediabilmente tripolare, l'Ossola è la più estesa, montana e periferica con il 40% di abitanti, perchè questo tipo di servizi deve essere quanto più vicino agli utenti, mentre disegni neocentralisti ne allontanano i centri decisionali e non consentono un adeguato controllo democratico. Rammento, in conclusione, che tutti i servizi accentrati a Verbania e rubati all'Ossola, sono stati esiziali per gli Ossolani! Certamente la strada è in salita viste le pluralità delle proposte di taluni sindaci, alcuni dei quali aggregherebbero volentieri tale problematica, alle "case di riposo". Certamente debbono essere comprese nella gestione e integrate e aperte al territorio ma, sospettando anche ma non solo che qualche sindaco abbia qualche velleità magari con qualche dirigente amico, non ne possono essere il motore per motivi comprensibili. Infine, a parte la boccata d'ossigeno da parte dell'eredità della Comunità Montana, per quanto riguarda nuove risorse rilancio una proposta antica che non è stata valutata: introdurre dei tikets”.

 

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