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PREMOSELLO - 05-11-2018 - Il Comune di Premosello-Chiovenda,

in collaborazione con il Gruppo Alpini e l’associazione Pro Loco ha organizzato una manifestazione per la giornata dell'Unità nazionale e delle Forze Armate che quest'anno ha coinciso con il centenario della fine della Grande Guerra.
Ospitati dalla parrocchia presso la sala Maria Immacolata, si è celebrato il ricordo e si è reso omaggio alla memoria dei Caduti durante la Prima guerra mondiale.

La manifestazione ha coinvolto anche gli alunni della scuola primaria Giovanni Paolo II e le loro insegnanti, con canti, letture di lettere, poesie e l'allestimento di una mostra dei loro disegni riguardo a ciò che hanno imparato sulla Prima Guerra Mondiale.

Rossella Nini, consigliere comunale, ha rivolto i ringraziamenti per la grande presenza di pubblico e passato la parola al sindaco Giuseppe Monti che ha ricordato il sacrificio dei tanti ragazzi caduti e concluso con due belle citazioni: una di J. F. Kennedy, con riferimento a ciò che ognuno di noi può fare per il proprio paese, e l'altro ricordando una frase di Papa Francesco che nessuno può rubarci la speranza.

I ragazzi della scuola primaria hanno letto alcune lettere molto toccanti inviate dai soldati ai propri cari durante la guerra, spiegando anche perché indossavano una spilla, che loro stessi hanno realizzato: il papavero rosso, simbolo anglofono che ricorda tutti i Caduti in battaglia. I bambini hanno successivamente eseguito alcuni canti degli alpini.

Il Comune ha anche donato a ciascuno dei bambini presenti una bandiera dell'Italia.

Lo storico e ricercatore Pier Antonio Ragozza ha infine tenuto il suo intervento dal titolo “Oltre il tempo, la memoria 100 anni dopo”. Ragozza dopo aver ringraziato le autorità presenti, i bambini e i genitori ha ricordato testimonianze di quel giorno di cent'anni fa in cui anche in tutti i paesi della Bassa Ossola suonavano per indicare la fine della Grande Guerra. Citando alcuni nominativi dei numerosi premosellesi che hanno partecipato alla guerra, Pierantonio Ragozza ha concluso il suo intervento esprimendo l'idea che le guerre andrebbero abolite poiché sconfitte non solo per un popolo, ma anche per l'umanità.

La manifestazione è proseguita presso la piazza Bolzani, di fronte al monumento ai caduti per la dovuta commemorazione, la sezione del Gruppo Alpini ha eseguito l'alzabandiera e insieme agli alunni hanno cantato l'Inno di Mameli sventolando le bandiere italiane appena ricevute in dono.

Alle ore 18:00 i partecipanti hanno assistito alla Santa Messa celebrata da don Ezio Rametti e al termine della celebrazione gli alpini hanno concluso la cerimonia con la lettura e la deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti.
Eugenio Bionda

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