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VOGOGNA- 11-08-2015- L'onorevole Enrico Borghi rivendica il risultato ottenuto a Roma con l'ottenimento della specificità montana ottenuta dal Vco, un processo in evoluzione: “La specificità montana ha già portato dei riflessi sul territorio- commenta Borghi- abbiamo una serie di servizi che diversamente sarebbero stati persi, ad esempio la Camera di Commercio, la Provincia che viene mantenuta come grande Unione dei Comuni e avrà sicuramente uno stanziamento aggiuntivo da parte della Regione. Stiamo ora discutendo su quanto sia questo trasferimento complessivo, penso si possa avere uno sforzo ulteriore. Nel quadrante che si avvia nell'akto Piemonte il Vco mantiene la propria soggettività e non viene annacquato in una realtà indistinta con Novara, Biella e Vercelli dove non avrebbe contato più, ma dall'altra parte si può candidare per essere capifila per una serie di servizi e di strutture che possono trovare un punto di riferimento a livello di quadrante. Una partita ce la giocheremo poi nella legge di stabilità, con ulteriori riconoscimenti della nostra peculiarità, la novità delle ultime ore è la salvaguardia della Polizia Provinciale, consentendo alla Regione di poter legiferare e mantenere il sevizio di vigilanza della polizia faunistico- venatoria. Risposte concrete di un processo che è un processo a tendere, senza il quale il Vco si sarebbe perso nelle risaie e invece ora può legittimamente pensare di avere un futuro istituzionale, economico e produttivo”. Enrico Borghi commenta anche in merito alla posizione assunta dalla Confartigianato del Vco sulla specificità montana della Provincia: " Bene Confartigianato su autonomia Vco, governiamo i processi anziché subirli. E' positivo che un'organizzazione importante come Confartigianato abbia colto il senso del processo politico dell'autonomia del Vco, e che in questo senso sia decisamente più avanti di alcuni amministratori locali che anzichè governare i processi, sembrano passare il loro tempo a subirli o a scansarli.  Maurizio Besana  coglie il senso della sfida: serve una diversa riorganizzazione -culturale e poi istituzionale e poi funzionale- del modo con il quale lo Stato, la Regione e gli e nti pubblici stanno sul territorio. Altrimenti vinceranno le rendite, le nicchie e le microburocrazie, ma perderà il territorio. L'esempio della formazione professionale qui fatto è calzante,e si potrebbe allargare anche ad altri settori. Riducendo all'osso, potremmo dire che la specificità montana e l'autonomia sono una sfida per chi vuole innovare, e una pietra d'inciampo per chi vuole conservare. E che arrivino voci esterne alla politica, come già avvenuto in occasione della vicenda Camera di Commercio, è solo un balsamo!”.

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