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mucca

BERNA - 26-11-2018 - Non è passato il referendum "a difesa" della corna di mucche e capre. Il referendum che chiedeva di stanziare fondi per le aziende zootecniche che rinunciano alla pratica di tagliare le estremità agli animali è stato bocciato con un 45% di sì contro un 55% di no. In controtendenza il voto in  sei cantoni, fra i quali anche il Ticino. La proposta animalista   "Per vacche con le corna" stigmatizzava la pratica delle mutilazioni, molto diffusa perché negli spazi ristretti degli allevamenti vacche e capre rischiano di ferirsi.
Seppure il referendum sulle corna delle vacche sia stato quello con una maggiore risonanza internazionale, data la particolarità del quesito, ieri s'è votato anche per una modifica costituzionale promossa dall'UDC; bocciata dal 66,2% degli elettori e da tutti i cantoni. Già battezzato come referendum sovranista, la proposta suggeriva che le leggi svizzere avessero la predominanza sugli accordi internazionali. In caso di contrasto doveva essere dunque l'accordo internazionale ad essere messo in discussione ed eventualmente disdetto. L'obiettivo ultimo dell'UDC era una revisione dei patti che il governo federale ha sottoscritto con la Ue, in particolare  quello sulla libera circolazione delle persone. Con la bocciatura della proposta, restano dunque in vigore le attuali norme per il lavoro trasfontaliero, che da sempre è nel mirino del partito nazionalista.   

 

 

 

 

 

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