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strega bambina

CRAVEGGIA - 30-11-2018 - In una lettera inviata

alla nostra redazione Sara Ielmoli, ex organizzatrice della Festa delle streghe di Craveggia esprime alcune considerazioni sul significato originario della manifestazione: "Sembra non vedere più la fine

la storia della festa “A spasso tra le streghe in una notte di plenilunio”. Per questo motivo vorrei farne una veloce cronaca, dalla sua nascita, perché questa festa oramai coinvolge tutti, non solo Craveggia e per tanti significa molto… Già ma cosa significa?
In effetti, la festa delle streghe un significato ce l’ha avuto eccome! Ci potremmo chiedere se ce l’abbia ancora, o forse il significato si è perso cammin facendo? probabilmente si è modificato in qualcosa che non si riesce più a vedere, ma che ha poco a che fare con le Streghe.
La festa nacque 9 anni fa da un esiguo gruppo di ragazzi e ragazze che ringrazio fin d’ora, un gruppetto di amici che si ritrovavano a registrare video antropologici alla "vasca" con le anziane del paese, oppure a camminare tra le viuzze del paese, ammaliati dal loro fascino  per trovare spazi in cui recitare, oppure al vecchio circolo per rivestire scope “magiche” come decorazioni.
Tutto a un costo pari a zero, perché anche allora era tutto a carico dei ragazzi che vi si avventurarono (compresi la vergine di Norimberga e gli altri strumenti di tortura, la cartellonistica e gli addobbi). Anche le attrici erano amiche di teatro che venivano quasi gratuitamente a recitare, ed a quei tempi non vi erano ancora le spese dei bus navetta e neppure questa frenesia per la parte del ristoro… Solo il secondo anno riuscimmo a prendere del tulle e il terzo anno delle bellissime torce che poi si sono usate per anni…
A quell’epoca l’Amministrazione era quasi del tutto disinteressata ed assente, e ad organizzare erano questa decina di amici. Con gli anni la comunità ne è rimasta coinvolta con meravigliosi aiuti: torte, decori, prestiti di vestiti ecc… Grazie! I pochi introiti arrivavano proprio dalla vendita delle torte e da quei piccoli e dispersi punti ristoro. Questo perché la parte centrale era stata data, una volta che la festa era diventata “pesante” in gestione all’esterno. Escludendo l’anno di pioggia e i primi anni con le famose “patate” cotte a terra su di un letto di carbone. Ma per noi l’obiettivo era la manifestazione e gli spettacoli all’interno del borgo.
In realtà in questo piccolo progetto vi erano alcune logiche di marketing, sviluppo delle località e anche un pochino di quelle economiche nonché un’analisi sociale che poi confluì nella mia tesi di laurea, ma questo non ha importanza ora.
Obiettivo della manifestazione era quello di “uscire” da una visione puramente “locale”, logica nella quale siamo tornati in queste ultime edizioni, per dare una visione più “strutturata” ovvero: una visione più internazionale. In sintesi: un raduno dello spazzacamino al femminile ! (Sono nere anche le streghe).
Il nostro desiderio era quello di raggiungere anche il numero di turisti del raduno degli Spazzacamini di Santa Maria Maggiore, coinvolgendo magari altri paesi… Ma ricordo che fummo tacciati di volerla portare via (strano, visto che l’avevamo inventata proprio a Craveggia!)
Durante i primi cinque anni di vita, non si riuscì mai a “guadagnare molto” e i soldini venivano re-impegnati l’anno successivo. Di solito si reinvestivano i soldi in toto, ricordo che un anno si raccolsero circa 1200 euro e l’anno dopo si spesero per tutti gli spettacoli (aumentandone il numero) e per comprare il materiale (tulle ecc).
Ricordo che vi fu nei 5 primi anni anche un evento con molta pioggia e in quell’anno non riuscimmo neppure a coprire tutte le spese.
 Comunque il resoconto della festa, veniva fatto puntualmente verificare a tutti i partecipanti alla “serata di fine streghe tra gli aiutanti”, e ricordo che l’ultima adunata post streghe di tre anni or sono, ha visto un’offerta da parte di negozianti, commercianti e attori in cibo da condividere.
Solamente negli ultimi 4/5 anni le streghe hanno visto un incremento esponenziale di turisti e di conseguenza di introito, tanto che si vide anche un’attiva attenzione alla festa da parte dell’Amministrazione.
In particolare si è lavorato al punto ristoro, concentrandolo in un unico punto, eliminando così angoli preziosi del borgo (...).
Spostando l’attenzione dagli spettacoli al punto di ristoro potrebbe succedere che la festa si riduca a poco più di una sagra di paese. Il che andrebbe pure bene, ma non valorizzerebbe più la festa per come era nella sua mission e si rischierebbe di perdere la possibilità dell’obiettivo principe ovvero: Streghe=Spazzacamini.
Se non si sta attenti dunque, ad un certo punto si smetterà inevitabilmente, di vivere di rendita e, quella festa così ben riuscita tanto da essere ormai copiata da moltissimi altri paesi, è destinata a scemare. Sarebbe un vero peccato.
Con l’occasione vorrei ringraziare tutti coloro che hanno contribuito anche alla nascita e allo sviluppo della festa soprattutto in tempi non sospetti e che dunque per le streghe hanno speso momenti, lavoro, ore, giorni, idee e denaro affinché qualcosa di particolare si realizzasse, in un momento in cui l’ansia era maggiore perché non si conosceva il risultato finale!
Davvero grazie a tutti gli stregoni e le  streghe (quelli di ieri e di oggi) ed ai cittadini per la loro pazienza ed aiuto sempre crescente… E speriamo che la festa, messa alla gogna, si riesca a mantenere per molti anni ancora… In fondo basterebbe riportare lo sguardo su di essa.

 

Sara Ielmoli

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