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DeCensi Francisco

FORMAZZA - 03-12-2018 - E' spirato alle 11.30

di ieri, domenica 2 dicembre in Perù, don Ugo De Censi, il padre salesiano che fondò nel 1967 l'Operazione Mato Grosso, missioni destinate ai giovani più poveri del Sudamerica, dal Brasile (da qui il nome Mato Grosso) al Perù. Paese che da alcuni decenni lo aveva adottato, e padre Ugo era diventato intanto un simbolo, una guida spirituale. Il prossimo 24 gennaio avrebbe compiuto 95 anni, ammalato da tempo sapeva che la sua ora era vicina, ma era sereno, raccontano dal Perù, quasi felice di poter ricongiungersi a Dio “Ven, ven Señor no tardes...”, diceva. Compianto in Formazza per il sacerdote nato il Valtellina, ma che conservava con l'Ossola un legame fortissimo. In Val Formazza, apprese le notizie sulle precarie condizioni di salute di don Ugo, a pregare per lui sono stati in tanti. Don De Censi ebbe l'idea dell'Operazione Mato Grosso proprio in Formazza, dove fu illuminato dai rifugi alpini dei ai Sabbioni (il 3A e il Claudio Bruno) e lui, innamorato delle "terre alte" pensò di riprodurre quei rifugi sulle Ande per poter finanziare così l'operazione Mato Grosso. Fu un successo, tanto che la Repubblica del Perù negli anni scorsi gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Anche il Comune di Formazza lo ha fatto, alcuni anni fa, per rinsaldare un legame sentito. Un legame che negli anni s'è rafforzato grazie ai formazzini che hanno collaborato come meglio potevano con don Ugo, anche portando la dote della loro sapienza artigiana, e insegnarla ai giovani del posto per aiutarli in un percorso d'indipendenza. Ci sono stati produttori di formaggi, a insegnare il loro mestiere o il compianto Giovanni Della Ferrera, che aveva portato in Perù la sua abilità di falegname. Le condizioni di don Ugo si erano serie da tempo, più volte aveva avuto peggioramenti ma considerando l'età del sacerdote, e la sua volontà di ricongiungersi a Dio (così fanno sapere dal Perù) si sapeva che ormai stava per lasciare questa Terra. Una sua collaboratrice dal Perù ha riportato le parole pronunciate dal sacerdote solo qualche giorno fa: "Che bella vita ho avuto, che regalo mi ha fatto il Signore: Valle Colorina, Polaggia, Caldenno, Chiari, Santa Corona, Lima, Milano, Arese, Val Formazza, Perù, le Ande, Chacas...Tanta gente.
Sono stato tanto amato, mi hanno curato con tanto amore, tanti ragazzi, tanto tanto.
Sono stato un ragazzo distratto, senza fervore, mi annoiavo, volevo solo giocare. Mi immagini: un ragazzo che gioca alle biglie?
Quanta distrazione anche dopo: con le persone, perdere la memoria, non riuscire a rispondere alle lettere...
Dovrai scusarmi con tutti quelli che ho trattato male, gli chiederai di perdonarmi?"

(Nella foto don Ugo con Papa Francesco)

 

 

 

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