1

portalettere

VCO - 28-12-2018 - A due mesi dall’avvio della nuova organizzazione del recapito nel VCO, emergono una serie di criticità. Le evidenzia Liana Righi responsabile di Spi Cisl, chiedendo con urgenza un incontro con Poste italiane.
Lunga la lista delle criticità rilevate dal sindacato, a cominciare dai responsabili dello smistamento che "non conoscono l’accordo e fanno recapitare anche prodotti che non dovrebbero uscire quando una determinata zona è 'spenta' a discapito di altre", spiega Righi.
Di qui la proposta all’azienda di attuare un "restyling organizzativo tenendo presente che il lavoro preparatorio è il più lungo e importante e con i giorni alterni il carico di prodotto, da mettere in gita nel casellario, è raddoppiato, pertanto il portalettere aumenta i tempi di gita a causa del maggior numero di utenti da servire. In sintesi, la proposta è, visto il taglio attuato del 20% delle zone, di ridurlo al 16% avvantaggiando le macrozone (cioè quelle con il portalettere fisso che viene a giorni alterni)".
Altre lagnanze sono relative all'attrezzatura, che il sindacato ritene insufficiente: dalla scarsità dei casellari alla mancanza di sedie e scrivanie per i portalettere, e poi gli spazi angusti e i rischi d'incendi per le giacenze; l'eccessivo carico dei motomezzi e automezzi (si oscura la visuale); l'aumento dello stress correlato al lavoro soprattutto per i portalettere ultra sessantenni che chiedono di essere esodati o messi all’interno, al posto dei lavoratori con "contratti a tempo determinato" lasciati "a ripartire la corrispondenza senza le conoscenze e le abilità acquisite dagli anziani".
La lista del sindacato è ancora lunga: postini che escono in ritardo a causa dalle lavorazioni di ripartizione; addetti alle lavorazioni interne nel caos perché schiacciati dalla disorganizzazione; postini a tempo determinato "sbatacchiati alla meglio nella peggior confusione che si possa immaginare che non reggono lo stress e si licenziano dopo poche settimane di lavoro anche perché a loro gli straordinari fatti non vengono, al 90%, mai riconosciuti". Insomma, per Righi da rivedere nella nuova organizzazione della distribuzione postale ci sarebbe davvero tanto.

 

 

 

 

 

 

 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.