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Vista montagna Dal Monte Cazzola

TORINO- 14-01-2019- Il Comitato Tutela Devero lo scorso 10 gennaio è stato convocato dalla Commissione Ambiente del Consiglio Regionale Piemonte in merito alle obiezioni al Piano Strategico “Avvicinare le Montagne” che avrebbe “ ricevuto con molto interesse tutte le osservazioni avanzate”: “Erano le obiezioni alla proposta di trasformazioni di aree montane tutelate e apprezzate da più di 100.000 persone ogni anno per il paesaggio, la ricchezza degli habitat e delle specie rare, in un nuovo comprensorio turistico con importante potenziamento di impianti a fune, nuove piste, strutture edilizie e infrastrutture- scrivono in un comunicato dal Comitato- ab biamo consegnato alla Regione 75.000 firme di sottoscrittori della petizione on line Salviamo l’Alpe Devero che si oppone al Piano Strategico.

L’Alpe Devero è il cuore di una incantevole e insieme grandiosa regione alpina, nota in tutt’Europa; senza accesso alle auto, frequentata in inverno da sci alpinisti e escursionisti con le ciaspole, d’estate da escursionisti, scalatori, amanti dei prodotti di agriturismo, famiglie con bambini. Votata a un turismo dolce, a un avvicinarsi lento alle montagne, facilmente accessibile. Un luogo che ha visto fino ad oggi un ottimo equilibrio tra sviluppo, recettività e conservazione, anche in virtù del lungimirante Piano Paesistico che ha protetto i valori dell’architettura tradizionale montana impedendo un’espansione incontrollata di costruzioni e viabilità. Il territorio è tutelato da una attenta legislazione (locale, regionale, nazionale ed europea) che nasce per preservarne la qualità.

Il Devero è minacciato dal progetto di un “faraonico” comprensorio turistico denominato “Avvicinare le Montagne”, proposto nel febbraio 2018 come Piano Strategico dalla Provincia del Vco e i Comuni di Baceno, Crodo, Varzo e Trasquera. Mediante un precedente Protocollo di Intesa per lo sviluppo ed il rilancio turistico dei Comuni, sottoscritto nel marzo 2017 tra le Amministrazioni sopra citate e la Società San Domenico Ski srl, questa risulta come ente attuatore nel Piano Strategico. Il Piano Strategico è attualmente in fase di Valutazione Ambientale Strategica: si attende il rapporto ambientale con il recepimento delle osservazioni degli enti preposti, rapporto che sarà sottoposto a osservazioni pubbliche.

Il Comitato ha espresso alla Commissione Ambiente le proprie obiezioni:

  • Un progetto con pesanti infrastutturazioni proposte in gran parte in zone protette: l’area confinante col Parco Veglia Devero è tutelata come “Zona di Salvaguardia” ed è riconosciuta dall’Unione Europea tra le “Zone Speciali di Conservazione” e “Siti di interesse comunitario” per garantire habitat, flora e fauna rari.

  • Un Piano Strategico pubblico sullo sviluppo di un territorio che invece che partire dalle sue naturali risorse, accortamente protette da un’articolata legislazione, valorizzandone le caratteristiche, propone interventi che hanno continue interferenze con le normative vigenti.

  • Il progetto danneggia per sempre il paesaggio e l’ambiente: invece che bellezza, silenzio e biodiversità si vogliono folle e infrastrutture permanenti e invasive. Seggiovie a sei posti con cupole in plastica, alti piloni, stazioni fino a 60 metri di lunghezza, bar e punti panoramici in cemento, servizi, sbancamenti, bacini e cannoni per la neve artificiale, nuove piste da sci, slittini e mountain bike. Interventi immobiliari nella piana del Devero in completa violazione delle volumetrie del Piano Paesistico; infrastrutture di accesso con posteggi per migliaia di visitatori.

  • Il Piano, nei suoi obiettivi, mira a collegare Devero a San Domenico ed espandersi sull’incontaminato Téggiolo tramite un sistema di impianti a fune. Il collegamento non è consentito in un’area tutelata, ed è vietato dal recente Piano Paesaggistico Regionale che non ammette il valico dei crinali montani. Una imponente funivia di collegamento è stata “per ora1” stralciata dal progetto ma ritenuta «necessaria, come parte integrante fondamentale del Piano Strategico” 2. Ma nonostante il divieto di nuovi impianti in aree protette dall’Unione Europea, il divieto del valico mediante la funivia, il Piano Strategico è stato sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica: perché?

  • Un complesso turistico che avrebbe un impatto antropico sconvolgente, che porterebbe un turismo di massa non compatibile con un territorio protetto per la sua biodiversità e i cui valori sarebbero definitivamente alterati.

  • Come comprensorio sciistico è un modello culturalmente sorpassato, climaticamente insostenibile, economicamente in perdita, che richiede frequenti sovvenzioni pubbliche e provoca danni permanenti al paesaggio e all’ambiente.

  • Il costo degli interventi è di 173 milioni: un investimento privato di 130 milioni di Euro con una spesa pubblica di quasi 43 milioni di Euro.

  • Il piano strategico manca di una relazione economica, e appare dubbia la sostenibilità economica, sia in termini di bilancio per l’investitore sia di benefici per la popolazione quanto a posti di lavoro locali e duraturi.

  • L’affidamento di un ingente carico dell’operazione alla San Domenico Ski, Società a Responsabilità Limitata, sostenuta dalla finanziaria svizzera Mibafin, come ogni monopolio rischia di soffocare l’iniziativa locale. Inoltre esiste il rischio che, qualora la finanziaria decidesse di ritirarsi, lascerebbe danni ambientali irreversibili e un dissesto economico che risulterebbe infine di carico pubblico.

    Il Comitato ha invitato le istituzioni a respingere il modello di fruizione e di sviluppo proposto, che ritiene dannoso sotto ogni punto di vista: ambientale, culturale, economico. Vigilerà affinché vengano rigorosamente applicate tutte quelle norme legislative che possano preservare le aree coinvolte. La petizione Salviamo l’Alpe Devero procede, il Comitato Tutela Devero invita a firmarla e diffonderla.

    Il Comitato, con le Associazioni presenti, ha proposto di perseguire altre strade, sostenibili, per il futuro del territorio, ha chiesto un intervento per la messa in sicurezza della strada comunale Goglio Devero, il rispetto delle volumetrie consentite per l’Albergo Cervandone, il riconoscimento del Teggiolo tra le ZPS. Ha proposte uno sviluppo del territorio alternativo, come piste ciclabili con indotto sicuro (completamento Svizzera – mare), la valorizzazione della valle Antigorio e delle sue qualità artistiche e paesaggistiche anche mediante la messa in rete con App digitali; la visione di Devero come punto di approdo del turismo, non di partenza infrastrutturata, ma con una recettività diffusa e non impattante di sicuro rendimento per medi imprenditori locali.

    La Commissione ha ricevuto con molto interesse tutte le osservazioni avanzate.

  • A Torino erano presenti Luca Vanini e Alessandro Francioli operatori turistici dell’Alpe Devero e fondatori del Comitato Tutela Devero, Luca Mozzati e Renata Farina come portavoce delle istanze condivise da 75.000 persone, e i rappresentanti delle diverse Associazioni che lo compongono o sostengono: Vanda Bonardo per Legambiente Nazionale, Filippo Pirazzi per Salviamo il Paesaggio Valdossola, Piero Vallenzasca per Italia Nostra coO, Toni Farina per Mountain Wilderness Italia, Emilio Delmastro per Pro Natura Piemonte, la giornalista Claudia Apostolo e altri sostenitori. Fanno parte del Comitato, ma non ha potuto presenziare, anche la Lipu Nazionale e Michele Galmarini, gestore del rifugio del CAI all’Alpe Devero.

  • Il Comitato Tutela Devero è nato da un appello di alcuni operatori locali; oggi vi aderiscono Mountain Wilderness Italia, LIPU Nazionale, Legambiente VCO, Italia Nostra VCO, Salviamo il Paesaggio Valdossola, Pro Natura Piemonte, Compagnia del Cammini, oltre a circa 150 singoli partecipanti. Legambiente Nazionale sostiene il Comitato Comitato Tutela Devero.

 

 

 

 

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