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corto gallo facciata ospedale

DOMODOSSOLA- 29-03-2015- Dopo la riunione di ieri a Vogogna sul tema della sanità e del prossimo incontro con il presidente del Piemonte ed il suo assessore alla sanità anche Sos Ossola interviene per ribadire la necessità che l’incontro avvenga porte aperte: “Nostante riunioni più o meno segrete di sindaci ossolani, che si ripromettono di incontrare anche tutti i sindaci dell'area di competenza dell'Area Asl Vco, e di altri interlocutori sul problema sanità nel Vco, da  informazioni  dateci a "mezza bocca", non tenendo conto di alcune pseudo dichiarazioni stampa fumose, abbiamo costruito il mosaico che fa emergere alcune probabili richieste, possibili percorsi da seguire e decisioni che elenchiamo in termini stringati: scelta di consolidare la sanità pubblica in Ossola, quindi il Dea e il San Biagio con i relativi supporti, affrontare la questione della medicina territoriale in termini di stretta integrazione con gli ospedali, risolvere la questione dell'ipertrofia del privato convenzionato, magari con conversioni che dirottino risorse anche verso l'emergenza. Sostanzialmente il Dea, o come si vorrà definire, al Castelli, ragionare sui numeri degli interventi sanitari, a partire dai parti, non come le tavole della legge, ma adattandole allo nostra realtà montana e specifica, organizzando il nostro personale di primo livello in modo nuovo, integrandolo con la struttura di secondo livello per mantenere alta la qualità e assicurare il servizio. Crediamo che grazie alle nostre idee, con dati , fatti e proposte, vi sia consapevolezza che sia ineludibile il riequilibrio tra pubblico e privato e il rafforzamento del pubblico in Ossola con Emodinamica e il Dea con tutti i supporti relativi, al San Biagio. Anche la nostra antica ma attualissima idea sui punti nascite ha fatto breccia. e sarà tra le proposte e le argomentazioni dei sindaci ossolani, sperando, cammin facendo, di tutti i sindaci del Vco.
Anche a Chiamparino il tema era presente nel nostro documento "Periferia dell'Impero" del 1° marzo 2.014, così come la sperequazione Pubblico - Privato e Ossola - Verbano. Ribadiamo che siamo contro scelte torinocentriche e contro accorpamenti che spogliano il Monte del Piè Monte.
Considerato che non si ha l'onestà intellettuale di riconoscerci in nostri meriti, rivendichiamo per la "verità storica", che abbiamo seminato bene, fornite idee, indicati percorsi e fornito anche elementi tecnici in tutte le occasioni importanti. Come per la vicenda dell'Emodinamica ove siamo stati decisivi per aver fatto mettere a disposizione una forte relazione tecnica, risolutiva e in contemporanea  proposto ai sindaci un documento tecnico - amministrativo, sul tema Emodinamica , approvato all'unanimità, prima da parte di quelli della Val Vigezzo come piloti e poi da tutti quanti in rappresentanza dell'intera Ossola.  Lo abbiamo fatto anche in occasione del documento approvato dalla rappresentanza dei sindaci e ci siamo rammaricati che sia stato cancellato il preambolo nel quale si sosteneva, in sostanza, che il Vco e Verbania, per scelte non condivise della regione, non potevano restare senza una risposta emergenziale adeguata come quella che forniva il DEA esistente al Castelli, stante anche la specificità del nostro territorio montano e tripolare. Resta tutta intera la nostra convinzione che al Castelli, non si possa arretrare rispetto alla risposta emergenziale svolta dall'attuale organizzazione del Dea, qualunque tipo di gestione o denominazione si voglia dare. Un Dea gestito dai privati o con i privati è una risposta convincente, anche come al Coq di Omegna Restiamo del parere che Oncologia e relativi attività e servizi integrativi e complementari debbano restare nel pubblico! Concludiamo affermando che siamo sempre a disposizione per fornirne ulteriori contributi se ce li chiederanno ancora e non ritengano non esaustivi quelli che abbiamo già ampiamente forniti. Non ci piacciono le riunioni "chiuse"! Non piacciono neppure al popolo le riunioni quasi "segrete", soprattutto su questo tema delicato  fatte dai sindaci, figuriamoci quella con Chiamparino e Saitta. Chiediamo che sia un incontro pubblico e aperto, affinché la gente che partecipa sappia direttamente e quelli impossibilitati, siano liberamente informati dai giornalisti".

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