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carigi beura

BEURA- 21-08-2015- Il primo cittadino di Beura Cardezza, Davide Carigi, prende

spunto da alcune dichiarazioni rilasciate da Enrico Borghi per spiegare il suo punto di vista sulla questione dei migranti trasferiti nelle “Terre alte”, non mancando di polemzzare col sindaco vogognese: “ Poco tempo fa, sul sito istituzionale dell’Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), l’Onorevole Enrico Borghi in qualità di presidente dell’Uncemstesso, si è espresso in materia di immigrazione. La discussione poi ripresa dagli organi di stampa rimarcava in estrema sintesi che affrontare Immigrazione e Integrazione: capire nelle terre alte le dinamiche demografiche e sociali vuol dire lavorare su inclusione, volontariato e nuove professioni. Ho trovato queste affermazioni piene di demagogia e per alcuni aspetti, addirittura offensive per le popolazioni che hanno vissuto nelle vallate alpine negli ultimi cinquant’anni, dopo averle rese accoglienti e vivibili, strappando territorio all’impervia natura con sacrifici quasi disumani. Le genti delle Terre Alte, non hanno bisogno di integrare o includere famiglie provenienti dall’Africa, perché con tutto il rispetto dovuto, non saranno queste persone a salvare la montagna dallo spopolamento conseguenza delle politiche scellerate degli ultimi anni. L’Onorevole Borghi ha affermato che non si è analizzato e riflettuto negli ultimi cinquant’anni del perché dello spopolamento. Le popolazioni hanno riflettuto eccome, ma soprattutto hanno faticato !! Faticato, per rendere queste meravigliose vallate a misura d’uomo.

Lo vada a dire a chi ha strappato lembo di terra, dopo lembo di terra per coltivare a quella che a volte è una natura crudele, lo vada a dire a chi ha costruito gli asili, le scuole, gli ospedali, le strade; lo vada a dire a chi ha investito coraggiosamente nell’industria…lo vada a dire a chi eroicamente ha curato le nostre valli, mettendole al sicuro da dissesti idrogeologici, lo vada a dire a loro che un domani si dovranno “subire” la presenza di chi proveniente dall’Africa, vorrà imporre il proprio stile di vita. La sua collega Laura Boldrini disse in un’occasione “…nell’era globale si muovono gli esseri umani e i migranti oggi sono l’avanguardia di questa globalizzazione e ci offrono uno stile di vita che presto sarà uno stile di vita per moltissimi di noi …”.

Affermazioni che provocano in me un incredibile disgusto, perché io non voglio cambiare stile di vita, i miei figli credo non vogliano cambiare stile di vita; tra vent’anni se Dio mi conserverà in vita, vorrei vivere in un luogo, dove poter partecipare alla Santa Messa senza correre pericoli a causa di un fanatismo che non rispetta la mia religione, vorrei che i miei figli ed eventuali nipoti frequentino scuole come la tradizione cristiana ha sostenuto fino adesso, vorrei che mia figlia poiché donna, non fosse considerata di specie inferiore, vorrei frequentare eventi culturali o religiosi come tradizione, vorrei vedere, nonostante già ci siano troppi episodi di inciviltà , le strade del mio paese ben curate e non lordate da modi di vivere diversi dai miei, vorrei continuare a mangiare ciò che desidero, vorrei alzare gli occhi e avere il conforto che dà un Crocifisso sulla parete e mi fermo qui.

Forse, se si facessero meno convegni inutili, che servono solo alla politica chiacchierona e inconcludente, qualcuno si renderebbe conto che la gente delle vallate alpine ha solo bisogno di riprendersi quella dignità, che la politica promette con proclami inconsistenti, ma poi, di fatto non mantiene.

Le eminenze della politica continuano a studiare fenomeni antropologici, politici e sociali e non si rendono conto essendo lontani dalla realtà che le popolazioni delle terre alte che lavorano per sfamare i propri figli non hanno bisogno di soluzioni fantascientifiche, ma basterebbero rimedi semplici e normali che a volte sono a portata di mano.

I terrazzamenti ad esempio, che ricoprono tutta l’Ossola e che hanno richiesto decenni di fatiche disumane per strappare fazzoletti di terra alla montagna e ora la politica non sa nemmeno mantenerli, e li lascia cadere nel degrado, potrebbero essere importanti per il rilancio dell'agricoltura. I boschi di castagni che un tempo sfamavano intere famiglie ora sono incolti e malati perché la politica rimane quasi indifferente potrebbero se curati tornare a produrre castagne tanto da fare di questo frutto un nostro prodotto di nicchia.

Quelle opere a protezione del territorio, preservandolo dal dissesto idrogeologico fatte con grande sacrificio, non sono più oggetto di manutenzione, perché la politica ha deciso di investire in altro.

Quei campi dove un tempo si coltivava, sono sempre più in preda al bosco che avanza e che li rende non più produttivi, perché la politica ha deciso che il nostro cibo deve arrivare addirittura da altri stati (e poi si fanno le sceneggiate su green economy e prodotti tipici).

Ora la politica ha deciso che le genti delle vallate alpine devono lasciare il passo a genti provenienti dall’Africa, perché porteranno “valore aggiunto”, come se, chi ha vissuto per generazioni in montagna non avesse fatto nulla per il progresso.

Se qualcuno ha potuto vivere e studiare in valle e diventare un brillante parlamentare è anche grazie ai propri genitori, che a loro volta hanno potuto sfruttare il duro lavoro di altri prima di loro; addirittura grazie anche a qualcuno che ha perso la vita sacrificandola in nome della Libertà.

Questa politica si vergogni, io non ci sto a subire questo disegno e spero che un giorno chi tradirà la gente semplice e laboriosa che vive nelle nostre valli possa essere smascherato, perché il gioco che sta sostenendo è troppo pericoloso e dannoso.

In riferimento a “ volontariato e nuove professioni” che intende l’Onorevole Borghi, vorrei solo capire se queste due cose, sono legate al solo accoglimento di clandestini ? Se fosse così, ha proprio sbagliato strada, perché il popolo italiano non può accollarsi e mantenere gratuitamente centinaia di migliaia di uomini e donne provenienti da altri paesi per sempre; se intende altro, si spieghi meglio senza parlare a vanvera, perché le genti di montagna sono laboriose.

L’Europa ha secoli di storia e progresso legati al Cristianesimo e questo non si può negare, come ha fatto vigliaccamente la nostra cara Unione Europea.

Non a caso l’Europa ha portato il progresso nel mondo intero, proprio per merito del suo virtuosismo (anche se in certi casi non perfetto s’intende) e quindi, nonostante abbia rispetto per tutte le altre culture e religioni del mondo, desidero vivere come un europeo, italiano o meglio come un valligiano senza “subire” obbligatoriamente l’influsso di altre culture.

Se vorrò vivere come un africano e un asiatico andrò in quelle terre rispettandole, ma pretendo che africani e asiatici rispettino la mia cultura, perché io non voglio vivere con uno stile diverso dal mio come dice la signora Boldrini.

Noi, dobbiamo essere certamente accoglienti con chi è bisognoso, questo lo impone lo spirito cristiano, ma non dobbiamo dimenticarci che qualche secolo fa, l’Europa era nel mirino di popoli che volevano sottometterla nel nome del loro dio e della loro cultura.

Grazie al sacrificio di uomini “valorosi e liberi” sono stati fermati a Vienna e a Lepanto; la storia ha dei cicli che spesso ritornano ed è per questo che dobbiamo anche evitare e scongiurare uno scontro, che probabilmente è voluto da forze occulte, visto anche il grande spiegamento di benpensanti probabilmente ignari del pericolo che stiamo correndo”.

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