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angius galvani marinello

DOMODOSSOLA- 05-03-2019- Nella fotografia si ritrae

l’ultimo momento pubblico di Ettore Angius, un riconoscimento della Lega ai sindaci di Domodossola con Riccardo Galvani vice-sindaco reggente dopo l'elezione di Michele Marinello in Regione. E proprio l'ex consigliere regionale ed ex sindaco di Domo affida sulla sua pagina Facebook il suo commosso saluto: "Eri contento- spiega Marinello- ne sono certo, ero contento. Da tempo avevi lasciato la trincea, ma quando ti parlai della possibilità di una premiazione ti vidi entusiasta. Ed ero entusiasta anche io perché sapevo che era una cosa giusta. Ti devo riconoscenza… non avevo nemmeno vent’anni quando hai deciso di “investire” su di me: una delega allo Sport che mi ha consentito di iniziare la mia attività politico-amministrativa. Ti devo tanti bei momenti e tanti insegnamenti: perché con me ti sei sempre comportato in maniera molto protettiva ed a me hai voluto provare a dare qualche lezione… di buonsenso prima di tutto. Ti volevo bene e mi volevi bene… ne sono certo; gli ultimi contatti risalgono al tuo ricovero temporaneo alla casa di riposo: troppo lontani… ed è colpa mia. Avrei dovuto fare di più ed essere più presente, come avrebbero dovuto farlo altri compagni di quella straordinaria avventura agli inizi degli anni Novanta: da soli contro tutti in un clima che era adrenalina pura, entusiasmo e passione. Non eri un condottiero, ma un “saggio” al timone e credo tu sia stato “accantonato” troppo presto. Tanto lontano dai protagonismi di oggi avevi cercato persone forti per la tua squadra: a partire dal compianto Dario Gnemmi all’assessorato alla Cultura. Dario Gnemmi… un gigante. Non avevi paura di essere in difetto perché puntavi al risultato della squadra e non all’autocelebrazione: è forse questo l’elemento più innovativo del tuo modo di essere sindaco. “Se devo scegliere fra pagare i debiti o fare opere nuove scelgo la prima strada” dicesti una sera in una riunione in cui ti si addebitava troppa “ordinaria amministrazione”: la filosofia del buon padre di famiglia aveva poco “appeal” già allora, figurati oggi! Ricordo quando mi presentai con i jeans corti stracciati in Consiglio Comunale: “vai a casa a cambiarti e poi torna a fare il tuo dovere”. Già… il mio dovere. Il giorno dopo mi spiegasti, proprio come un padre fa con il figlio che “il Comune è una cosa seria… qui non rappresenti te stesso, ma una comunità”. La mia prima missione istituzionale: insieme con quella vecchia Rover a Follonica per una manifestazione dei Marinai d’Italia. Sbagliammo strada a Genova e girammo verso Ventimiglia… “Ettore, ma è normale avere il mare a sinistra?” – chiesi con un po’ di imbarazzo -. “Fra un po’ ci sarà un tornante” –fu la tua risposta in quel dialetto per il quale ti prendevamo spesso in giro. Ovviamente il tornante non sarebbe mai arrivato e ben presto ammettesti l’errore… virata con direzione Livorno e qualche risata. È quella sera sotto la neve rientrando da Briga? Persi il controllo della macchina scendendo dal Sempione e schivammo un camion all’ultimo minuto... “fermati un attimo... pensavo non ce l’avremmo fatta” mi dicesti dopo un po’ ... E di aneddoti ne avrei a centinaia… spesso con Riccardo li abbiamo raccontati, amplificati, romanzati. “Adesso chiamo io il Zambelli”… cornetta all’orecchio e numero digitato sulla calcolatrice di fianco a uno di quei telefax multitecnologici che allora sembravano spaziali… e giù a ridere. Sei stato un gran bel Sindaco; sei stata una gran persona. Sei stato un maestro. Ciao Ettore… grazie di tutto e scusami per non esserci stato".

 

 

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