1

WhatsApp Image 2019 05 02 at 09.20.11

VILLADOSSOLA - 02-05-2019 - È stato presentato

al ventiduesimo salone del libro di Villadossola il nuovo libro di Uberto Gandolfi "Milan l'è un gran Milan- Il Vco in Lombardia” (Promossola Edizioni). Introdotto dal giornalista Massimo Parma, ed alla presenza di Luigi Spadone del comitato promotore del referendum dello scorso autunno, Gandolfi ha spiegato che la stesura del libro prende avvio da una ricerca storica di una decina di anni fa, su una serie di scritti di chi teorizzava un diverso sistema di amministrare il nostro territorio che conducesse  verso  Milano. "Quando ho scritto il libro sull'UOPA nel 2007 - così Gandolfi- ho trovato tanto materiale, tra cui quello consegnatomi dalla famiglia Formaggio, con un importante carteggio tra  l’ex Podestà di Verbania Giuseppe Antonio Ceretti ed Ettore Tibaldi, già presidente della Giunta provvisoria di governo della Repubblica Partigiana dell’Ossola e nel 1947, nel momento dello scambio epistolare, sindaco di Domodossola e presidente dell' associazione  che univa i sindaci dell'Ossola". spiega l'autore: “Quella del 2018 è stata in realtà la terza volta, dalla fine della della seconda guerra mondiale, che da questo territorio si sono levate istanze per passare alla Lombardia. La prima fu nel 1947, quando tutti i comuni ossolani deliberarono un documento, che riporto nel volume,  che chiedeva per l’Ossola un riconoscimento amministrativo autonomo e l’assegnazione come Regione alla Lombardia. Analoga richiesta venne fatta su iniziativa del Ceretti nel Verbano e nel Cusio, che però, a differenza degli ossolani, che la ritenevano dannosa per i propri interessi tanto quanto Novara, volevano già una provincia del Vco. La seconda volta che il territorio chiese di passare alla Lombardia fu nel 1963, quando si delineò la nascita amministrativa delle Regioni. Ceretti si fece promotore di una incessante azione con libri e lettere, voleva fare un referendum in tutta la provincia di Novara. In entrambe le occasioni le motivazioni sono sempre state le stesse, poi riprese dal comitato del 2018, e sono motivi geografici e storici, incontestabili e che non possono mutare nel tempo”. Luigi Spadone ha spiegato che il comitato non si è sciolto dopo l’esito negativo della consultazione referendaria di ottobre 2018: "La nostra ambizione è di provare a riproporlo tra qualche anno, noi vorremmo un Vco che goda di autonomie come quelle della provincia di Sondrio. Siamo arrivati, con il voto dello scorso ottobre, a 40.000 'sì', che rappresentano una grandissima parte della popolazione del territorio, e questo pur senza avere una spinta politica alle spalle”.

Elisa Pozzoli

 

 

 

 

 

 

 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.