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TORINO - 06-05-2019 - La carenza dei medici,

in particolare degli specialisti nella sanità pubblica sta diventando una vera e propria emergenza così come segnalato anche da tanti sindacati. Per sopperire, la Regione Piemonte corre ai ripari chiamando alla leva i pensionati, medici di non oltre 70 anni che potranno "tappare i buchi" in caso di emergenza. Spiega l'assessore alla Sanità Antonio Saitta: "In attesa che il Governo (competente in materia di formazione dei medici) formuli una vera proposta per affrontare l’emergenza causata a livello nazionale dalla carenza di specialisti negli ospedali del sistema sanitario, la Regione Piemonte ha deciso un primo strumento per superare l'emergenza di medici negli ospedali.
La nostra priorità è di assumere giovani medici, ma al momento occorre scongiurare ogni possibile rischio di chiusura di reparti ospedalieri. Per questo oggi la Giunta regionale approva un provvedimento grazie al quale le aziende sanitarie piemontesi avranno la possibilità di utilizzare, in via straordinaria, medici già in pensione per garantire l’erogazione dei servizi negli ospedali e nelle strutture della sanità regionale.
Il provvedimento consentirà alle aziende sanitarie di stipulare contratti di lavoro autonomo con medici già in pensione e con un’età massima di 70 anni, ma soltanto nel caso in cui siano già state effettuate senza successo tutte le altre forme di ricerca di personale (concorsi, mobilità, ricorso a personale esterno) e solo in situazioni di estrema criticità, qualora la carenza di dipendenti mettesse a rischio immediato l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza".
Conclude Saitta: "Nei prossimi giorni incontrerò il sindacato Anaao Assomed Piemonte per concordare ulteriori modalità per raggiungere questo obiettivo".

Tuttavia prosegue il piano assunzioni approvato lo scorso anno dalla Regione Piemonte per il personale della sanità piemontese, che andrà avanti fino alla fine del 2020 e prevede 1.400 assunzioni aggiuntive, precisa l'assessore alla Sanità.
"So che non basta, so che non sono ancora numeri risolutivi, ma sono contento di aver invertito la tendenza
Dal dicembre 2017 ad oggi il numero dei dipendenti a tempo indeterminato del servizio sanitario regionale è aumentato di 397 unità: sono 54.194 contro i 53.797 di fine 2017.
In particolare, se consideriamo il solo personale sanitario la crescita è ancora più rilevante. Ci sono infatti ben 441 infermieri assunti a tempo indeterminato in più (erano 21.478 e oggi sono 21.919), 47 medici (sono 8.915 contro gli 8.868 di fine 2017) e 304 Oss in più (6.360 rispetto a 6.056). Soltanto negli ultimi quattro mesi, da dicembre 2018, ci sono 127 infermieri, 32 medici e 129 Oss in più, per un totale di 294 dipendenti in più". 

 

 

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