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VCO - 13-05-2019 - Tra i 500 mila Alpini partecipanti all’Adunata nazionale di Milano, svoltasi nell’ultimo week end, molti erano provenienti dal Verbano, Cusio ed Ossola, che fin da venerdì o nei giorni successivi, con il culmine domenica per la grande sfilata, sono calati nel capoluogo lombardo dove si è tenuta la grande manifestazione, che quest’anno festeggiava i cento anni di costituzione dell’A.N.A..

Pur con la sospensione del servizio di leva ed il passaggio ad un modello professionale delle FF.AA., la grande famiglia delle Penne Nere, rappresentata dall’Associazione Nazionale Alpini, è dal 1919 protagonista non solo delle oceaniche adunate nazionali di metà maggio, ma anche di incredibili gesti di solidarietà e di generosa supplenza volontaria all’inefficienza delle pubbliche istituzioni.

Un coraggio manifestato già al momento della nascita dell’Associazione, avvenuta a Milano nel luglio del 1919 ad opera di un gruppo di reduci della Grande guerra, come è ricordato nel volume commemorativo che racchiude la storia dell’A.N.A.: “Nella giornata del 4 Novembre 1919 … la città di Milano - come molte altre italiane - è percorsa da bande di facinorosi che chiedono il ritiro di tutte le bandiere esposte. Le autorità suggeriscono di ritirare la "provocazione". Si noti che persino negli edifici pubblici non era più esposta la bandiera. Ma gli alpini, tutt'altro che disposti a subire l'intimidazione e la pretesa ingiusta e vile, chiariscono ai dimostranti, senza lasciare alcun dubbio, che avrebbero difeso la bandiera con tutti i mezzi ed a tutti i costi. E difatti i teppisti batterono in ritirata e la sola bandiera rimasta esposta in quel giorno in Milano fu quella della neonata Associazione Nazionale Alpini”.

Tra i fondatori dell’A.N.A. vi furono pure due ossolani, Giuseppe Jonghi Lavarini di Ornavasso e Rocco Pidò di Villette, quest’ultimo tra l’altro anche membro del primissimo consiglio del sodalizio delle Penne nere, presieduto da Daniele Crespi.

Sorta dunque cento anni or sono, l’Associazione Nazionale Alpini si sviluppò poi su tutto il territorio nazionale e, attraverso le Sezioni all’estero, anche in tutti quei Paesi che hanno ospitato ed ospitano emigranti italiani, quelli della “seconda naja”, ovvero tutti coloro che dopo aver dato uno o più anni alla Patria, hanno poi dovuto fare le valigie per trovare un lavoro e costruirsi un’esistenza dignitosa.

Zona di montagna e di reclutamento alpino sin dal lontano 1872, anno della fondazione ufficiale del Corpo degli Alpini, e fino alla sospensione del servizio di leva, il Verbano Cusio Ossola ha dato intere generazioni giovani, in pace ed in guerra, alle Penne nere e dunque l’Associazione Nazionale Alpini non poteva non mettere radici anche qui.

La prima Sezione a sorgere fu, il 28 marzo 1920, quella originariamente denominata “Verbano”, in quanto il suo territorio si estendeva su entrambe le sponde del Lago Maggiore, piemontese e lombarda, divenuta in seguito Sezione di Intra – richiamando nel nome anche quello del glorioso Battaglione che nacque e operò sul nostro territorio, in tempo di pace e nei conflitti, fino al 1943 –  e la cui storia continua tutt’oggi sul territorio verbanese e delle vallate circostanti, ma anche in provincia di Novara poiché la sua competenza territoriale arriva fino all’aronese.

Riguardo alla Sezione di Intra, non si può non citare il Memoriale di Pala, inaugurato nel 1967, dove nella pietra, nel cemento e nel bronzo è stata fermata la memoria degli “Alpini caduti per l’Italia”.

Fu invece nel 1923 che a Domodossola vide la luce la neonata “Sezione Ossolana”, presentata ufficialmente nel corso della manifestazione svoltasi l’8 aprile di quell’anno e commemorativa del cinquantesimo dell’arrivo in Domodossola della 10a compagnia Alpina, ed in cui fu pure inaugurato il primo gagliardetto sezionale.

La Sezione, la cui competenza copre il solo territorio ossolano, porta oggi il nome di Domodossola.

La  terza Sezione A.N.A. del VCO in ordine di anzianità è invece la “Omegna Cusio”, riconosciuta ufficialmente nel 1929 anche se da almeno un quinquennio l’associazionismo alpino era già assai vivo sulle sponde del Lago d’Orta.

A seguito dell’istituzione della Provincia del VCO, il suo ambito territoriale si estende su due province, dalla Valle Strona sino a Borgomanero, Boca e Maggiora, comprendendo perciò anche parte di quella di Novara.

Se la sede nazionale dell’A.N.A. pubblica il mensile “L’Alpino”, ciascuna delle tre Sezioni del VCO ha un proprio periodico:  “O u rump O u moeur” – riprendendo il motto del Btg. “Intra” –  si chiama quello degli Alpini del Verbano, sul Lago d’Orta esce “Penne nere del Cusio”, mentre a Domodossola c’è “La Vetta”

Intorno alle Sezioni ed ai Gruppi delle stesse sono poi sorti sodalizi collaterali quali fanfare sezionali, cori, alcuni G.S.A., ovvero Gruppi Sportivi Alpini, e nuclei di Protezione Civile.
Pur col calo di soci dovuto al trascorrere del tempo e alla contrazione conseguente alla sospensione della leva, un secolo dopo la sua nascita l’Associazione Nazionale Alpini, fra memoria e solidarietà, fra senso del dovere e voglia di pace, continua anche nel Verbano Cusio Ossola la sua storia, come dimostrato a Milano in questa Adunata del centenario.

 

 

 

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