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DOMODOSSOLA - 14-05-2019 - "Carlo Fornara. Alle radici del Divisionismo 1890-1910" è la mostra dell'estate a Domodossola. Realizzata dalla Collezione Poscio, venerdì 24 maggio alle ore 18 inaugurerà in Casa De Rodis.

La mostra (25 maggio-20 ottobre 2019) a cura di Annie-Paule Quinsac vuole offrire l'occasione di una rilettura dell'opera di Carlo Fornara alla luce del ventennio decisivo del suo percorso artistico in cui esperienze di straordinaria intensità hanno determinato la sua affermazione controcorrente nel panorama della pittura del Novecento.

A Casa De Rodis si potranno ammirare 35 dipinti, molti dei quali oggetto di interventi di restauro realizzati proprio in funzione della loro esposizione, che hanno restituito l’intensa luminosità originaria e hanno permesso la scoperta di modalità esecutive innovative derivate dall’influenza di Segantini, tra cui l'uso dei filamenti d'oro per arricchire la tessitura cromatica.

A queste tele si affianca un'importante sezione riservata a 16 disegni, espressione potente delle doti e della personalità di Fornara.

Gli anni Novanta dell’Ottocento furono per Carlo Fornara una stagione formativa sotto la guida del maestro Carlo Cavalli, erede spirituale del marsigliese Adolphe Monticelli. Formazione destinata a mutare per lo sconvolgente incontro e confronto con Giovanni Segantini, la cui imprevedibile scomparsa all’apice della gloria, nel settembre 1899, lo segna profondamente. Nel primo decennio del Novecento Fornara elabora una pittura dagli esiti europei e internazionali con opere molte delle quali sono proposte a Casa De Rodis: Chiara pace, L’aquilone, Fontanalba, Ombre e luci, per citare solo le più note, superano l’influenza dei temi e della visione segantiniana, per giungere a una trasposizione assolutamente originale dell’amata bellezza della Valle Vigezzo, dove l’artista è nato nel 1871 e dove ha sempre vissuto, “restituita nella duplice natura di poesia e forza insieme" (A.P: Quinsac).

Carlo Fornara. Alle radici del Divisionismo 1890-1910 getta quindi una nuova luce sulla figura di questo straordinario artista per fare chiarezza sulla giovanile scoperta di Antonio Fontanesi e l'elezione di Lione per perfezionare l’educazione ricevuta, sull'uso della tecnica fotografica quale approccio allo studio del paesaggio e trascrizione del reale, mai analizzata prima d'ora, sul rapporto di stima e amicizia con Pellizza da Volpedo e con Angelo Morbelli, per affrontare infine le relazioni con la breve e poco fortunata stagione del Simbolismo e quelle più dialettiche e riflessive con l'Impressionismo e il Neoimpressionismo francesi.
IL VIGEZZINO FORNARA
Nato a Prestinone nel 1871 in una umile famiglia contadina della Val Vigezzo, Fornara, grazie al precoce talento, ebbe accesso ai corsi di pittura, disegno e ornato presso la locale scuola d’arte Rossetti Valentini di Santa Maria Maggiore. Qui strinse rapporti di amicizia con altri futuri pittori come Giovanni Battista Ciolina, Gian Maria Rastellini e Lorenzo Peretti Junior, tutti allievi di Enrico Cavalli, grande conoscitore dell’arte francese di quell’epoca.
Nella primavera del 1891 espose alla Prima Triennale di Brera, occasione per entrare in contatto con le nuove istanze divisioniste. Tra il 1894 ed il 1895, a Lione Fornara si avvicina alla corrente pittorica del neoimpressionismo, che si manifesta nell’opera En plein air, rifiutata nel 1897 dalla terza Biennale di Brera, ma apprezzata da Giuseppe Pellizza da Volpedo e Giovanni Segantini, due dei maggiori esponenti della corrente divisionista. E’ del 1899 la sua partecipazione alla terza Esposizione internazionale d’arte di Venezia.
Entrato in contatto con Alberto Grubicy de Dragon, titolare della Galleria Grubicy e fratello del promotore del divisionismo a livello europeo, il mercante d’arte e pittore lui stesso Vittore Grubicy de Dragon, fu molto apprezzato da entrambi e messo in contatto con Segantini, che volle il giovane artista come suo assistente, per l’Esposizione di Parigi del 1900.
Grazie al patrocinio dei Grubicy, Fornara fu presente alle maggiori esposizioni pittoriche nazionali ed internazionali di quegli anni. Gradualmente, l’adesione alla scuola divisionista iniziò ad indebolirsi intorno agli anni venti, quando l’artista iniziò una sua ricerca pittorica con uno stile del tutto personale.
A partire dal 1922, scelse la sua amata Val Vigezzo, dove continuò a dipingere sino alla morte avvenuta nel 1968.
EVENTI COLLATERALI
Per tutta la durata della mostra sono previste diverse attività collaterali: eventi di valorizzazione del territorio e di rilettura dell'arte di Carlo Fornara con il coinvolgimento di giovani artisti contemporanei in collaborazione con l'Associazione Culturale Asilo Bianco, incontri di approfondimento, visite guidate e didattiche, escursioni nella Valle dei Pittori e nei paesaggi amati e dipinti da Carlo Fornara.
VINO D'ARTISTA
In occasione del vernissage verrà presentata l'annata 2016 del Prunent di Cantine Garrone che ha scelto come Etichetta d'Artista l'opera Dalla mia finestra in omaggio a Carlo Fornara. Ci sarà quindi occasione di degustare il vino e di trovare nei suoi aromi un'espressione del territorio.

SCHEDA MOSTRA
Carlo Fornara. Alle radici del Divisionismo 1890-1910

Domodossola, Casa  De Rodis

25 maggio – 20 ottobre 2019
Orari:
Sabato e domenica: ore 10 – 13 | ore 15 - 19
Luglio e agosto: anche da martedì a venerdì ore 15 - 19
Ingresso:
Intero 5 euro, bambini e ragazzi fino a 18 anni: gratuito

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