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IL PASSATO

DOMODOSSOLA - 14-06-2019 - Torna a viaggiare il Treno dei Bimbi, il villaggio turistico dei Padri Cappuccini di Domodossola, realizzato con vecchie carrozze ferroviarie a Osso di Croveo, partendo proprio con il 4° Raduno degli Ex Ragazzi della Casa Del Fanciullo possibile grazie al gruppo Facebook lanciato da Fabrizio Di Berardino e Germano Bacchetta, cresciuti negli anni Ottanta proprio alla Casa del Fanciullo di Domodossola.

Due giorni intensi a partire da oggi sino a domenica, una quarantina di ex ragazzi provenienti da tutta Italia e dalla Svizzera, si ritrovano di nuovo al Treno dei Bimbi, ripercorrendo quei posti a loro più cari, ricordando le vacanze estive di allora. Questo incontro è l'evento che aprirà proprio domenica la 53° Estate del Treno dei bimbi, un posto unico al mondo tra la natura e l'immenso silenzio, un po' fuori dal mondo, dove si tornerà a dormire sui mitici treni, dalla colazione al pranzo, condividendo tutti insieme il passato
nel presente, un incontro veramente speciale e perché no un occasione di divertimento per molte famiglie.

La storia di questo villaggio sembra proprio uscire dal libro Cuore, tutto ciò è servito a ospitare nel periodo estivo molti bambini che vivevano lontano dai genitori, offrendo a loro un po' di gioia, serenità e svago, una soluzione oltre che azzardata molto geniale all'epoca.

Domenica 16 si unirà al gruppo anche Nicoletta Bortolotti scrittrice italo svizzera, famosa per molti romanzi tra cui l'ultimo "Chiamami Sottovoce" vincitore del Premio Letterario Alvaro-Bigiaretti 2019, che
narra la storia di un'amicizia interrotta e di un segreto mai svelato. La storia di come la vita, a volte, ci conceda una seconda occasione, l'amicizia tra una bambina di otto anni e un "clandestino" di nove, due esistenze che il caso unisce e il destino mette alla prova, in una vicenda forte e insieme commovente.
Bambini proibiti, i figli degli immigrati stagionali che entravano nel paese illegalmente da clandestini e che vivevano nascosti in scantinati e soffitte, perché negli anni 70 la legge confederale vietava agli immigrati stagionali di portare con sé i propri figli, situazione analoga a Croveo e Domodossola con la Casa del Fanciullo.

 

 

 

 

 

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