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carigi davide

BEURA CARDEZZA - 27-06-2019 - "Dopo aver letto e ascoltato tanti discorsi, pareri, punti di vista, ecc… mi permetto di esternare la mia opinione sul futuro delle strutture ospedaliere del VCO, non pretendo di dare un contributo autorevole o risolutivo, ma sento che è giunto il momento anche per me di dire la mia su quanto da tempo si sta stratificando nella mia coscienza di sindaco e di cittadino", così il sindaco di Beura Cardezza Davide Carigi nel suo intervento sul futuro della sanità nel VCO.
"Credo sia ora di interrompere questo ritornello 'ospedale unico si, ospedale unico no? - prosegue - Chi deve decidere decida una volta per tutte, possibilmente usando il buon senso, di modo che ci si possa concentrare su altre priorità, perché il territorio ha bisogno di energia e idee nuove  per sperare in un futuro migliore.
Non possono essere i sindaci da soli a farsi carico del futuro della sanità provinciale, non hanno la competenza tecnica necessaria, bensì l’opportunismo politico, che da solo non giova alla limpidezza delle scelte in tale ambito, ma se deve essere la politica a decidere, che decida! Il coraggio deve prevalere per far si che nel bene o nel male si risolva questa ormai troppo annosa situazione, altrimenti la politica non serve a nulla!
Io credo che altri abbiano gli strumenti per decidere cosa fare in questo senso, la Regione Piemonte, che è la titolare della delega sulla sanità, metta fine imponendosi con una propria  decisione a questo stillicidio che divide il territorio in modo grottesco.
Personalmente ho sempre auspicato il mantenimento dei presidi esistenti, tuttavia mi rendo conto che non ho conoscenza tecnica e una giustificata responsabilità per poter decidere su un così importante tema, nei panni dei sindaci di Domodossola e Verbania, difenderei a spada tratta il mio ospedale, perché ormai in questi territori impoveriti dall’assenza di strategie di sviluppo di rilievo, gli ospedali, sono tra le poche opportunità economiche rimaste.
Ecco perché bisogna interrompere questa querelle dell’ospedale, il territorio ha bisogno di pensare ad altro, il territorio ha bisogno di altro.
Finita la diatriba dell’ospedale unico mi auguro che si ricominci, dopo tanto tempo, a lavorare tutti insieme in quei settori che ancora possono dare prospettive al territorio, altrimenti saremo sempre più lontani da un modello di sviluppo a nostra misura e sempre più attaccati al solo, seppur provvidenziale, florido seno della Svizzera.
Con il tramonto dell’era industriale, la politica, non ha fatto granché per ripensare ad un sistema economico, che è stato faticosamente trascinato dalla sola iniziativa privata, quando invece sarebbero servite idee e suggerimenti dalla parte istituzionale, che ha tra i propri  il compiti, quello di indirizzare e veicolare risorse per il territorio al fine di creare benessere e progresso sociale ed economico. Non basta più sapere che siamo un’area marginale ad alta specificità montana, questo è un ossimoro, perché o siamo marginali e quindi contiamo poco oppure siamo preziosi in quanto destinati ad occupare un territorio dalle caratteristiche di eccezionalità. Tutto questo dovrà necessariamente dare origine ad uno sviluppo, nei campi che più ci sono congegnali: turismo, agricoltura di qualità, industria estrattiva, acqua… La politica che riesce a trovare tanti soldi per cose inutili come un viadotto che consenta il raggiungimento di un ospedale ancora tutto da costruire (in un’area di pregio ambientale in altura, come se nella piana ossolana non esistessero siti più adatti, magari anche in aree a declino industriale, tanto per non consumare territorio, anche in ossequio alle norme volute dal precedente governo)  trovi le risorse per attuare un 'Piano Marshall' qui nel VCO, le imprese sono certo farebbero volentieri la loro parte, ma bisogna pensare anche a finanziamenti pubblici in settori strategici …. ovviamente per attuare idee innovative (anche da copiare presso altre realtà). Queste strategie ci devono portare lavoro e benessere, per noi adulti, ma soprattutto per i nostri giovani, che non debbano avere mai più l’obiettivo di fare i lavapiatti in qualche paese straniero, magari dopo aver conseguito un prestigioso diploma presso una delle nostre eccellenti scuole alberghiere.
Quarant’anni fa il nostro territorio aveva un enorme problema di collegamenti viari, ma un politico come il compianto Franco Nicolazzi ebbe la forza o magari per qualcuno l’ardire di distogliere risorse impegnate per i soliti pozzi perdenti e face si che si costruisse quell’importante arteria che è la superstrada, analogo coraggio non ci fu quando si trattò di scegliere per il raddoppio della strada ferrata e relativo traforo tra il Sempione ed il Gottardo, in sede regionale nel totale disinteresse da parte dei nostri rappresentanti coadiuvati dalla nostra politica locale si perse…il treno.
La lungimiranza della politica non sta nel mantenere lo status quo, o più volgarmente  sedersi sugli allori chiacchierando di ristrutturazioni di sentieri e bivacchi, feste di paese e centri anziani, come fossero iniziative in grado da sole di aprire prospettive economiche di un certo peso, ma sta nel 'provare' a proporre azioni per il futuro di una popolazione che ha bisogno si, di Sanità efficiente e moderna, ma nel contempo di lavorare a favore delle  generazioni future, in questo la politica sia concreta e coesa, abbia il coraggio di fare scelte nella convinzione della loro bontà, sacrificando magari un po’ di popolarità a favore di un qualche progetto volto al progresso e  alla realizzazione di chi verrà dopo di noi".

 

 

 

 

 

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