1

impronta mano scanner

VCO- 03-07-2019- Domenica 7 luglio entrerà in vigore la legge sulla “concretezza”. Abbiamo chiesto a Carlo Crapanzano di illustrarcelo

Il 7 luglio entrerà in vigore la cosiddetta Legge sulla Concretezza. Di che si tratta?

E’ la Legge che porta il numero 56/2019. La legge possiamo considerarla divisa in due grandi parti nonostante sia formata da soli 6 articoli. Una prima parte che istituisce il Nucleo della Concretezza e una seconda parte che apre alle assunzioni. 

Cos’è il Nucleo della Concretezza? 

Il Nucleo della Concretezza è un organismo di nuova istituzione che avrà sede presso la Funzione Pubblica e che ha sostanzialmente il compito di vigilare sul buon andamento della pubblica amministrazione. Può procedere ad ispezioni improvvise e redigere apposito verbale; può anche chiedere alla singola amministrazione di “correggere” determinate situazioni e poi accertarsi se effettivamente lo fa. E’ prevista anche la collaborazione del Prefetto il quale può segnalare se effettivamente qualche amministrazione locale si discosta o meno dalla Legge. 

Da chi è formato il Nucleo della Concretezza?

Sarà formato da 53 persone: 23 scelte tra alti dirigenti già in servizio o in pensione e 30 scelte tramite concorso pubblico. 

Qual è la novità più importante?

L’aspetto innovativo più importante riguarda il contrasto all’assenteismo dei dipendenti pubblici. Infatti sono state introdotte le misure di identificazione biometrica (praticamente le impronte digitali) e i sistemi di video sorveglianza per tutti i dipendenti pubblici, ad eccezione dei docenti delle scuole che non avranno l’obbligo del controllo biometrico. Dopo il decreto di attuazione, il dipendente pubblico dovrà essere identificato con l’impronta digitale all’entrata e all’uscita dal lavoro e quindi non vi sarà possibilità di aggirare il controllo sulla sua presenza all’interno dell’amministrazione. 

Quindi ci sarà una banca dati delle impronte digitali?

Per forza. La banca dati raccoglierà in un archivio informatico le impronte digitali dei dipendenti di quella amministrazione e controllerà la loro presenza. 

Non viene in tal modo limitata la privacy?

In via teorica, visto che l’uso è finalizzato al controllo dell’entrata e uscita dal lavoro del dipendente, non c’è alcun particolare problema. Andando oltre però, si pone un serio problema nell’ipotesi che questo enorme archivio digitale delle impronte dei dipendenti pubblici possa essere oggetto di attacchi informatici. Il sistema deve essere inaccessibile e a prova di attacco informatico e lo Stato deve garantirne la assoluta sicurezza: diversamente l’archivio potrebbe cadere in mani sbagliate con le catastrofiche conseguenze che possiamo immaginare. 

I docenti e il personale educativo sono esclusi. Come mai?

I docenti e il personale educativo di tutte le scuole non avranno l’obbligo del controllo biometrico. Lo prevede il quarto comma dell’art. 2 della legge. Evidentemente si tratta di una specifica scelta del legislatore, forse per il particolare lavoro svolto o per le particolari attività scolastiche espletate. 

Lo Stato quanto ha investito per questa innovazione?

La legge prevede un finanziamento di 35 milioni di euro. 

La legge prevede anche nuove assunzioni?

Sì. Lo Stato potrà assumere immediatamente personale che sostituirà quello cessato dal servizio con le procedure previste per la copertura dei singoli posti. 

 

 

 

 

 

 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.