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EUROPA_ 04-07-2019- Il Regolamento di Dublino e lo Stato di bandiera. Lo abbiamo chiesto a Carlo Crapanzano

Cos’è il Regolamento di Dublino?

Il Regolamento di Dublino è un Regolamento dell’Unione europea (n. 604/2013) che modifica il precedente (343/2003). Fondamentalmente il Regolamento prevede che la competenza ad esaminare una domanda di protezione internazionale di un immigrato sia dello Stato dell’UE che per primo abbia ricevuto tale richiesta. Siccome l’Italia nella maggior parte dei casi è la prima nazione nella quale arrivano gli immigrati, è proprio in Italia che fanno richiesta. Tuttavia, anche se arrivati in Italia, se facessero domanda in altro Stato dell’Unione europea, sarebbe quest’ultimo quello competente. 

Per i minori è lo stesso?

Un elemento da evidenziare, e che è praticamente inapplicato, riguarda i minori. L’art. 8 del Regolamento prevede infatti che per i minori non accompagnati è competente lo Stato dove si trova un familiare. Se ad esempio arriva un minore in Italia che ha un fratello in Francia, è la Francia che deve trattare il caso e non l’Italia come invece accade normalmente. L’Italia tratta il caso del minore solo se non ha parenti in altri Stati. D. L’Italia è competente per qualsiasi immigrato arrivi sul nostro territorio? La norma che negli anni ha messo in grave difficoltà l’Italia è l’art. 13 del Regolamento. Infatti, nel caso di ingresso illegale nel territorio di uno Stato, è quello Stato che è competente per la domanda di protezione. Ma questa responsabilità finisce dopo 12 mesi dall’entrata dell’immigrato in Italia, e vale a favore dell’immigrato: cioè se l’immigrato è entrato clandestinamente in Italia, ha 12 mesi di tempo per decidere se fare richiesta di protezione internazionale oppure no (e sempre che nel frattempo non sia stata scoperta la sua clandestinità).

Le navi “battono” bandiera di diversi Stati: in questo caso quale legge si applica?

Lo Stato di bandiera è lo Stato la cui bandiera è issata sulle navi. Una nave battente bandiera francese, ad esempio, appartiene alla Francia. Lo Stato di bandiera è anche quello dove la nave è registrata in appositi registri. Secondo le norme di diritto internazionale, quando una nave si trova in acque internazionali (cioè oltre le 12 miglia marine dalla costa di un qualsiasi altro Stato) è applicata la legge dello Stato della bandiera e addirittura è considerata territorio di quello Stato. Una nave spagnola che si trova ad esempio oltre le 12 miglia marine (circa 22 Km) dalla costa italiana, non solo ha come riferimento la Spagna, ma è considerata territorio spagnolo.

Perché una nave straniera porta allora gli immigrati in Italia?

Quando una nave accoglie persone in acque internazionali, è come se ad accoglierle fosse lo Stato della bandiera di quella nave. Se ad esempio una nave battente bandiera francese accoglie dei migranti in acque internazionali, è come se ad accoglierli sia direttamente la Francia e quindi è in Francia che dovrebbero essere portati e non in un altro Paese. Non si capirebbe altrimenti il criterio per il quale uno Stato (la nave) accoglie migranti che fino a prova contraria sono clandestini e poi pretende di farli sbarcare in altro Stato come può essere l’Italia.

Come risolvere la questione?

Esistono varie soluzioni. Ne espongo una ad esempio: visto come è strutturato il Regolamento di Dublino, una nave battente qualsiasi bandiera che accoglie persone in acque internazionali, dovrebbe far presentare proprio su quella nave la domanda di protezione internazionale e così sarebbe lo Stato della bandiera a trattare la loro situazione e condizione. I migranti potrebbero sbarcare in Italia per la prima assistenza ove necessario, ma poi trasferirli immediatamente presso lo Stato di appartenenza della nave che li ha accolti, visto che in quel momento rappresentava proprio quello Stato con la sua bandiera. Tutto dipende però dall’accordo tra gli Stati e dai trattati internazionali, che evidentemente sarebbero da riscrivere o da modificare. 

L’Unione Europea come si comporta?

A dire il vero il Regolamento di Dublino ha fortemente penalizzato l’Italia. L’Unione europea (è sotto gli occhi di tutti) non è stata molto vicina all’Italia, che è tra l’altro un Paese fondatore. Adesso è stato eletto un italiano del PD, David Sassoli, come Presidente dell’europarlamento e ha letteralmente affermato “Il Consiglio europeo ha il dovere morale di discutere la proposta del Parlamento di riforma del regolamento di Dublino perché sapete quanta tensione si crei attorno alla non gestione della questione migratoria: i cittadini si chiedono l'Ue dov'è”. Spero sinceramente che il suo appello venga accolto a gran voce. Vedremo.

 

 

 

 

 

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