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DOMODOSSOLA-01-04-2015- E' stato un mezzo pesce d'aprile quello delle dimissioni di Cattrini.

Il primo cittadino domese, giocando con noi di Ossola24 in un'intervista che trasmettiamo ora integrale ( clicca qui per vederla), non ha in fondo annunciato nulla che non avesse già detto nelle scorse settimane, ovvero che se il Dea domese chiude lui si dimette. Certo nell'intervista si dava per scontato che il prossimo 10 aprile il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino annunciasse che l'unico Dea sul territorio del Vco rimarrà quello di Verbania, ma questo nessuno può ancora escluderlo... Numerosi compagni di partito, ma anche avversari politici, in queste ore ci hanno manifestato il loro dubbio che la cosa, le dimissioni, fossero confermate, segno questo che in realtà Cattrini il “pesce d'aprile” avrebbe benissimo potuto farlo davvero, nel senso che si sarebbe benissimo potuto dimettere scegliendo significativamente proprio quella data, il primo aprile. Ora vedremo cosa accadrà, è probabile che Chiamparino verrà a dire quello che non può per ora che confermare, ovvero che nel Vco rimarrà un solo Dea e che non si è ancora deciso quale. Poi si parlerà di medicina territoriale, di montagna, di Terre Alte, e si aspetterà i primi di luglio e le sue potenziali dimissioni per la questione delle firme per le liste. Di certo, qualunque cosa succeda, in fondo è il primo cittadino domese quello posizionatosi meglio con l'elettorato, con gli umori della gente. Se il Dea domese chiuderà potrà dire, insieme a chi lo ha sostenuto: “l'Avevo detto, se ci fossimo dimessi magari non succedeva”, e tutti coloro che invece lo hanno denigrato per la sua scelta di non dialogo ed hanno creduto nella Regione passeranno come quelli che erano complici, che lo hanno criticato, o come minimo per degli ingenui. Se il Dea rimarrà a Domo Cattrini potrà comunque vantare di essere stato quello che aveva alzato più la voce, ed in ogni caso avrà ottenuto il suo risultato, frutto del mandato dei suoi elettori nella corsa elettorale di quattro anni fa. C'è anche una terza via, ma è quasi fantascienza, l'autonomia montana con particolari risorse per la sanità ed il contributo dei privati con forti interessi nella sanità sul Lago. Vedremo, comunque per gli ossolani vale sempre l'antico motto “Temiamo i verbanesi e torinesi anche quando portano doni”...

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